Cultura

Ironici e profondi, sono i baby-scrittori del Chiara Giovani

Copia di IMG_0314Curioso il popolo degli scrittori in erba. Un interessante spaccato ha affollato, oggi pomeriggio, la Libreria Feltrinelli di Varese, per partecipare alla prima vetrina del Premio Chiara Giovani 2009. In tutto sono 37 i finalisti che si sono cimentati con il tema di quest’anno: “Volere…volare”, ma alla presentazione di Corso Moro si sono presentati in una ventina, con genitori, amici e fidanzati al seguito. Uno dopo l’altro, i giovani autori, guidati da Bambi Lazzati e Vittorio Colombo, responsabile del quotidiano “La Provincia di Varese”, hanno letto alcune righe dei propri racconti. E subito si è capito che tra gli scaffali non sedevano bamboccioni disimpegnati e superficiali. Per alcuni di loro, come hanno spiegato, la scrittura è un modo per curare le ferite della vita. Per altri un’occasione di immaginarsi con i piedi in una o più vite parallele, alcune vissute con il proprio vero nome, altre con qualche bizzarro nickname. Per altri ancora, la partecipazione al racconto è punto d’arrivo di una lunga serie di esperienze letterarie. Quanto poi ai contenuti, il ventaglio è larghissimo: c’è chi si immagina un simpatico dialogo con Dio, chi affronta grandi problemi come la malattia, chi addirittura evoca la tragedia dei desaparecidos argentini. Questi scrittori in erba, non prendiamoli sottogamba.

20 settembre 2009
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