Cultura

Riparte il Premio Chiara. Le 10 ragioni del suo successo

Mauro Gervasini

Mauro Gervasini

Piace il Festival del racconto organizzato dall’Associazione Amici di Piero Chiara. Piace questo percorso di eventi, presentazioni, spettacoli e pellicole che corre parallelo, o anche si intreccia con il Premio Chiara, che resta il cuore pulsante del tutto. Un programma che, anche quest’anno, vede momenti e personaggi di indiscutibile interesse lungo i mesi di ottobre, novembre e dicembre. A partire dall’indovinato omaggio che il festival fa all’antica giurata del premio, la grande Fernanda Pivano, che sabato 3 ottobre alle 21, a Villa Recalcati, sarà un po’ rifatta vivere da Elisabetta Sgarbi e dal cantautore Giulio Casale, che sta per portare in giro uno spettacolo sulla Nanda. Questa edizione vedrà arrivare scrittori come Massimo Carlotto (il 21 ottobre), Antonio Scurati (il 22), Alberto Arbasino (il 15 novembre), Raul Montanari e Tiziano Scarpa (il 22 novembre). Per non parlare della mostra su Varlin alla Ghiggini, dell’attesissimo incontro su Walter Chiari condotto dal giornalista Mauro Gervasini con il mitico Tatti (Sanguineti), o dell’appuntamento su un vero caso letterario come Stieg Larsson. Bene, ma non è tutto. Nulla è mai casuale nella vita, come non è casuale il consenso intorno a questa manifestazione. Vediamo allora, con un decalogo, tra il serio e il faceto, sulle ragioni del successo di questa manifestzione:

1. un’associazione (gli Amici di Piero Chiara) capace di innovare e aperta ai suggerimenti esterni;

2. un’istituzione (la Provincia di Varese e l’intelligente assessore alla Cultura, Francesca Brianza) che ci crede da anni;

3. la capacità di radicarsi sempre di più sul territorio (Gallarate, Malnate e Morazzone entrano da quest’anno nella manifestazione);

4. la volontà di continuare a dare spazio ai giovani, scrittori e lettori;

5. la consapevolezza di dovere andare sempre di più verso sinergie con altre manifestazioni culturali (accolte con interesse da Andrea Campane, dirigente del Comune di Varese);

6. il coinvolgimento delle librerie varesine (la Feltrinelli e la Libreria del Corso);

7. la capacità di coinvolgere realtà industriali del territorio (come ha spiegato il giornalista Matteo Inzaghi, anche loro fanno cultura sul territorio);

8. la scelta della contaminazione come scelta vincente (tra linguaggi, discipline, culture) contro una stupida e chiusa cultura del territorio;

9. la bellezza di incontrarsi tra lettori agli incontri del Chiara nei freddi pomeriggi dei prossimi mesi;

10. l’intelligenza di ribadire ogni anno che la cultura è, soprattutto e innanzitutto, festa e divertimento.

18 settembre 2009
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3 commenti a “Riparte il Premio Chiara. Le 10 ragioni del suo successo

  1. Filippo De Sanctis il 18 settembre 2009, ore 15:25

    Il mio più vivo consenso ad una manifestazione di prestigio per la nostra provincia. Ed un sincero paluso agli organizzatori che, tutti, con grande passione ogni anno rinnovano gli appuntamenti di un festival interessante e ben fatto che spero abbia un futuro sempre più ampio.

    Filippo De Sanctis
    Direttore Teatro di Varese – Stabile d’Insubria

  2. Chiara Palumbo il 18 settembre 2009, ore 18:25

    Condivido l’entusiasmo e l’augurio più sincero per un seguito degno del livello qualitativo di questa 21° edizione. Un grazie a Mauro Gervasini, sempre piacevolissimo da ascoltare…

  3. bambi lazzati il 20 settembre 2009, ore 09:15

    bravo andrea ! bello questo modo di recensire il nostro lavoro,diretto schematico,
    utile anche a noi per migliorarci anche per sentire i consigli dei lettori !

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