Economia

Moratoria per gli studi di settore. “Revisione nel 2010″. E’ la richiesta di Merletti (Confartigianato)

artigiani“Rinviare l’aggiornamento degli studi di settore, in revisione quest’anno dal 30 settembre 2009, al marzo 2010 per avere maggiori elementi di valutazione sulla crisi economica”. E’ la richiesta di Giorgio Merletti, in qualità di vicepresidente vicario di Confartigianato, espressa all’unanimità dalla Commissione di esperti sugli Studi di Settore chiamata a presentare il proprio parere sulla revisione di 69 studi riguardanti circa 1 milione di contribuenti. Oltre a questa settantina di studi, la questione è più generale poiché la crisi continua a far sentire i suoi effetti e al momento è difficile aggiornare in maniera puntuale e corretta gli studi di settore. Confartigianato, che già aveva chiesto di “congelare” gli studi per sensibilizzare il Governo di fronte alle difficoltà economiche vissute dalle imprese e per fornire agli imprenditori una boccata di ossigeno, ha deciso di non fermarsi. Nella delibera approvata oggi all’unanimità dagli esperti nominati dalle organizzazioni di categoria, associazioni e ordini professionali, e della quale gli esperti nominati dal Dipartimento delle Finanze, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno preso atto, si motiva l’impossibilità ad esprimere un parere. Sottolinea Merletti: “Il percorso di revisione, portato avanti nel 2009, pur essendo stato molto approfondito è stato anche fortemente innovativo, soprattutto dal punto di vista metodologico, e proprio da ciò nasce da parte nostra la richiesta di ulteriori approfondimenti”. Per le associazioni, che si devono confrontare con le loro articolazioni territoriali, “è fondamentale che gli studi consentano al maggior numero possibile di contribuenti di riconoscersi nei risultati degli stessi, anche in riferimento al 2009. Si ritiene quindi necessaria una più ampia ed approfondita indagine per valutare in modo selettivo l’impatto della crisi nei singoli settori e nei diversi territori. Insomma, giungere ad una valutazione che sia equa e non più presunta”. Tra gli studi in revisione, uno dei più importanti riguarda l’edilizia, per il quale per la prima volta si sperimenta la regionalizzazione, ovvero il varo di 21 studi diversi che tengono conto dunque non solo delle condizioni del settore ma anche dell’economia locale. Di questo studio si fa esplicita menzione nel documento della Commissione di esperti, ricordando che “l’elaborazione su base regionale ha come obiettivo quello di migliorare la capacità di rappresentare le singole realtà territoriali, sia per quanto riguarda i modelli organizzativi che per il sistema dei prezzi. In relazione allo studio relativo all’edilizia, si è rilevata l’opportunità di prevedere un coinvolgimento degli Osservatori regionali”. In conclusione, non si potrà esprimere un parere coscienzioso e responsabile se non di fronte ad analisi ed elaborazioni di dati riferiti a: dichiarazioni del 2008 (Unico 2009); flussi di dati riferiti al 2009 e acquisiti con la collaborazione delle associazioni di categoria; comunicazioni Iva di fine febbraio 2010 relative all’anno 2009; flussi di dati, analisi e informazioni acquisiti da centri studi ed organismi che possono dare un contributo significativo per misurare, in maniera selettiva, la crisi. Al fine di consentire queste attività, si ritiene auspicabile – dice ancora Merletti – “lo spostamento al 31 marzo 2010 del termine ultimo entro il quale la Commissione possa esprimere i propri motivati pareri sugli studi in evoluzione e sugli interventi correttivi finalizzati a cogliere gli effetti della particolare congiuntura economica del 2009. D’altronde gli effetti della crisi si fanno ancora sentire e non è possibile andare ad un aggiornamento degli studi in una fase di incertezza come questa”.

18 settembre 2009
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