Castellanza

Anche la parrocchia di San Giulio dà il via ad un fondo anti-crisi nel solco del cardinale Tettamanzi

sangiulio_castellanzaAccanto all’adesione al fondo diocesano varato dall’arcivescovo di Milano monsignor Dionigi Tettamanzi, ha deciso di aprirne anche uno proprio. Castellanza prova a prendere di petto la crisi con un’iniziativa concreta ovvero varando un fondo famiglia lavoro figlio della propositività della parrocchia di San Giulio. Il fondo, che sarà destinato ad aiutare i nuclei familiari in crisi soprattutto per la presenza in essi di chi ha perso il posto di lavoro o si è visto ridotto il contratto da tempo indeterminato a tempo determinato con una significativa decurtazione dello stipendio, sarà gestito da una commissione presieduta dal parroco don Rino Tantardini. Potenziali destinatari sono tutti coloro che risiedono nel territorio della comunità pastorale. “Partiremo da una dotazione di 5000 euro – spiegano i promotori – e per cercare di incrementare sempre di più tale somma promuoveremo ogni prima domenica del mese una raccolta fondi nelle due case parrocchiali; naturalmente sono le benvenute anche le elargizioni che ogni fedele, in qualunque momento, deciderà di dare liberamente”. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base della composizione del nucleo familiare e delle sue risorse economiche e necessità di spesa. La presentazione del fondo è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione economica sul territorio della provincia di Varese, affidato alle parole del sindacalista della Cisl Giuseppe Pizzi. Il quadro che ne emerge non è certo dei più consolanti, tanto da indurre Pizzi ad affermare che “i primi segnali di ripresa, se ci saranno, li si vedrà nel 2010″. Avanti l cifre: dei 147 mila addetti delle 1112 aziende presenti sul territorio, 25696 sono finiti nelle spire della crisi; più nello specifico, 16571 hanno avuto il trattamento di cassa integrazione ordinaria, 6480 di integrazione straordinaria, 1256 di contratto di solidarietà e 1388 di mobilità. In aumento le ore di cassa integrazione che, nel secondo semestre del 2009, sono state 8 milioni e 673 mila con un aumento del 52,9 per cento. Tre, secondo Pizzi, le strade da imboccare per cercare almeno di attenuare gli effetti nefasti della crisi: riformare gli ammortizzatori sociali, adottare iniziative di formazione permanente per favorire una ricollocazione dei lavoratori licenziati e spingere le imprese ad innovare.

18 settembre 2009 - Cristiano Comelli - redazione@varesereport.it
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