Musica

Arriva a Varese l’Ensemble Scaligero. “Ambasciatori della musica” per un concerto da MITO

Ensemble Scaligero

Ensemble Scaligero

Definirli “ambasciatori della musica nel mondo” non sarebbe errato. In circa vent’anni di attività, nascono nel 1989, i componenti dell’Ensemble Strumentale Scaligero – di scena sabato 19 alle 21 al Salone Estense (ingresso euro 5; biglietti disponibili da Molteni Strumenti Musicali) – hanno conquistato non solo l’Europa (ai festival del Reno, di Nimes, di Crans Montana) ma anche gli Stati Uniti (il Verdi Opera Theater of Michigan a Detroit), il Libano, la Russia ed il Giappone. Il “doppio quintetto” – cinque archi e cinque fiati ai quali nel tempo si sono aggiunti sassofono, pianoforte, fisarmonica e percussioni – funziona a meraviglia. Dalla capitale europea della cultura (la città di Sibiu in Romania) a Mosca, dove nel 2005 la formazione ha inaugurato il Festival legato alla mostra “Da Giotto a Malevic”, si ode ancora lo scroscio di applausi che ha salutato le performance di questi artisti musicalmente poliglotti. Eleganti secondo etichetta nei loro frac con papillon, ma tecnicamente versatili a tal punto da creare un continuo contrasto tra ciò che si vede e ciò che si ascolta, questi suonatori agitati dai venti delle musiche – siano esse popolari o colte – non amano alcun tipo di ormeggio. Meglio, allora, distinguersi nel panorama musicale di oggi con scelte controcorrente o, comunque, poco cavalcate dagli interpreti blasonati. A Varese – che con l’appuntamento di sabato è inserita nel cartellone di MITO SettembreMusica, Festival Internazionale della Musica – il gruppo terrà fede alla promessa di divulgare la grande tradizione dei compositori italiani – per lo più operisti – con un programma che alterna portate da banchetto pantagruelico a spuntini degni di un pic-nic. E così si parte sulle note delle ouverture da “Il Barbiere di Siviglia”, “L’Italiana in Algeri” e “La Gazza Ladra” di Gioachino Rossini (presente anche con il II e III movimento dal concerto per fagotto ed archi: una vera curiosità) per poi proseguire nel nome di un virtuoso che seppe rivoluzionare il ruolo del contrabbasso quale strumento solista. Giovanni Bottesini non lo si esegue spesso, eppure nella storia della nostra Italia ha lasciato un’impronta riconosciuta ovunque, anche se tale impronta non è quella del brano in scaletta: Tema e variazioni da “I Puritani” per contrabbasso e archi. Del Giuseppe Nazionale, il Verdi di Roncole di Busseto, verrà presentata l’Ave Maria dall’Otello, una pagina di “passaggio” che ci condurrà nuovamente ai colori  dell’operismo, da “Traviata” e “Rigoletto”, nel Tema e variazioni per clarinetto ed ensemble di Donato Lovreglio: flautista nato a Bari, naturalizzatosi napoletano e ben conosciuto per le sue Fantasie musicali su temi famosi. Chiusura affidata a Pietro Morlacchi con “Il Pastore svizzero” per ottavino ed ensemble: il primo brano solista che fece capolino nel repertorio di un giovanissimo Severino Gazzelloni.

17 settembre 2009 Davide Ielmini d.ielmini@varesereport.it
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