Economia

Coldiretti Varese difende i boschi: aggiornamento delle imprese ed utilizzo locale della legna

boscoConsolidare le capacità professionali delle imprese boschive varesine e consentire agli operatori di distinguersi per le capacità tecniche e le garanzie sulle norme di sicurezza dei cantieri forestali: con questo obiettivo una decina di operatori boschivi di Coldiretti Varese parteciperanno – tra il 16 e il 20 settembre – al corso – gratuito – di specializzazione organizzato da ERSAF Lombardia in collaborazione con il CFP Scuola Agraria del Parco di Monza, che avrà il cantiere a Montegrino Valtravaglia. Varese è in Lombardia tra le province con la maggiore incidenza percentuale di aree boschive rispetto alla superficie totale, con il 45,55% di territorio provinciale coperto da boschi, per un totale di circa 55.000 ettari. In tutta la Lombardia si contano 200 imprese boschive iscritte all’Albo Regionale (da tempo costituito ma rilanciato negli ultimi mesi), 46 solo di Varese, di cui 23 aderenti alla Coldiretti (inoltre a Coldiretti Varese sono associati circa 70 operatori che svolgono comunque attività legate allo sfruttamento del bosco). Coldiretti Varese è perciò attenta alla qualificazione degli operatori, perchè rappresenta garanzia di qualità sul lavoro, di attenzione alle regole e alla sicurezza; e l’attività forestale rappresenta opportunità di reddito soddisfacente ed elemento da combinare ad altre azioni di sostegno per dare continuità all’attività agricola primaria ormai compressa tra la pressione urbanistica ed una espansione incontrollata ed improduttiva del bosco. Preoccupa molto l’avanzare del bosco, che sta occupando il già limitato suolo agricolo, sottratto così alla coltivazione. “Questo è un elemento di emergenza, perché un bosco spesso incolto o degradato – sottolinea il Presidente della Coldiretti di Varese Fernando Fiori – va ad occupare lentamente ma inesorabilmente anche le aree utilizzabili per l’attività agricola; ma il bosco è anche opportunità di lavoro e di reddito per il mondo agricolo, magari cominciando proprio dallo sfruttamento e dalla cura dell’incolto”. “Per queste ragioni – evidenzia Coldiretti – la costituzione dell’Albo delle imprese boschive con la necessità di una permanente qualificazione ed aggiornamento professionale sono particolarmente importanti per chi esercita questa attività. Gli imprenditori ritrovano in tal modo anche le condizioni per una ottimizzazione dei rapporti con le Amministrazioni locali e con i proprietari dei boschi per quanto riguarda le operazioni di taglio cura e coltivazione forestale”. Ma allo stesso tempo si determinano le condizioni migliori perché la legna del bosco varesino abbia un mercato ed una utilizzazione locali, mentre oggi si continua ad assistere alla importazione di materiale legnoso, soprattutto da ardere, da fuori provincia. “Le nostre sono piccole imprese spesso a conduzione familiare – dicono gli imprenditori boschivi che fanno riferimento a Coldiretti di Varese – ma che rappresentano comunque una presenza indispensabile nelle nostre valli, non solo per la capacità di determinare reddito e valore aggiunto valorizzando la produzione legnosa locale, ma anche per la funzione che ne deriva di mantenimento e salvaguardia del territorio, con la conseguente possibilità di fruizione anche da parte dei cittadini”.

14 settembre 2009
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