Chiesa

Raniero La Valle: ripartire dal Concilio per rileggere la storia. Anche se ha fallito in molte cose

Raniero La Valle

Raniero La Valle

E’ stato il direttore del quotidiano cattolico “L’Avvenire d’Italia” all’epoca del Concilio Vaticano II, diventando quasi la bandiera dello spirito di rinnovamento introdotto da papa Giovanni XXIII. Un’avventura terminata bruscamente, quella del direttore Raniero La Valle, che fu allontanato dalla direzione del giornale dai vertici della Chiesa italiana negli anni difficili del post-Concilio (come accadde successivamente anche al cardinale Lercaro). Dopo la fine di  quell’esperienza giornalistica, La Valle entrò in Parlamento come indipendente eletto nelle liste del Pci. Successivamente ha affrontato un lungo impegno sui temi della pace e svolto un’interessante riflessione teologica al di fuori degli schemi. Da quest’ultima ha tratto diversi spunti per un affollato incontro tenutosi nell’ambito di Festivaletteratura di Mantova, un piccolo angolo di pensiero dedicato a Dio e alla fede. La Valle è partito proprio dal Concilio Vaticano II e dalla sua “nuova narrazione” della storia della salvezza. “In molte cose il Concilio è fallito – ha detto La Valle -, ma è tornato a raccontare la storia della salvezza, l’ha riletta”. Da questa sfida è emersa “un’immagine dolce e misericordiosa della Chiesa. Il Dio del Concilio non deve essere placato da nessun sacrificio, non è un padrone sacro: ama i santi e i peccatori, è amico di tutte le culture”. Distante anni luce da quel “Dio che presidia i troni e i poteri temporali dei papi, che difende legge e ordine”, il Dio, insomma, rifiutato dalla modernità. Con il Concilio si apre un nuovo dialogo e da quell’evento si deve ricominciare a pensare alla storia dell’uomo. Con il risultato, ha concluso Raniero La Valle, di “stare in libertà nella Chiesa”.

11 settembre 2009
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