Economia

Sindacati, allarme-industria. “Confronto subito con le imprese”

home2_01Analisi allarmate da parte del sindacato di Varese sulla situazione economica del nostro territorio per quanto riguarda i settori Chimico Farmaceutico, Gomma Plastica, Energia e Petrolio ed Acqua e Gas. Si sono riunite le strutture sindacali Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil di Varese per discutere sul rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro e contemporaneamente per analizzare la situazione venutasi a determinare a causa della crisi nonché sulle prospettive del tessuto industriale nella Provincia. Dall’analisi dei dati e dalla conoscenza del territorio è emerso un quadro drammatico e preoccupante del dato occupazionale e dell’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali. Infatti, su circa 17.000 addetti che fanno riferimento ai settori in questione, circa 7000 risultano in Cassa integrazione ordinaria, 400 in cassa integrazione straordinaria e un centinaio in contratto di solidarietà.  “Tutto questo – proseguono i segretari Ermanno Donghi (Filcem), Luigi Cannarozzo (Femca) e Antonio Parisi (Uilcem) – senza aggiungere i numerosi lavoratori con contratti di lavoro cosiddetti atipici (lavoro somministrato, temporaneo, ecc.) che già hanno perso il posto di lavoro e il cui fenomeno sfugge al controllo e al monitoraggio sindacale non consentendo di quantificare con precisione le dimensioni numeriche”. Alla luce di queste riflessioni le Segreterie territoriali hanno convenuto sull’urgenza di aprire un confronto con le organizzazioni imprenditoriali e con le istituzioni al fine di affrontare questo momento di vera e propria emergenza con una progettualità che vada ben oltre l’utilizzo dello strumento della gestione degli esuberi. Le segreterie sindacali di categoria ritengono che da questa fase negativa non si debba uscire semplicemente “affrontando la riduzione occupazionale nelle imprese, ma con azioni di salvaguardia delle professionalità presenti nei nostri settori produttivi, azioni di rilancio verso politiche attive di riqualificazione e di ricollocazione nonché investimenti mirati in prodotti avanzati e tecnologia”. Le prospettive del nostro territorio, continuano i sindacati, “devono essere al centro della nostra azione sindacale al fine di evitare la deindustrializzazione di un territorio che ha sempre avuto una grande e storica tradizione in tal senso”.

10 settembre 2009
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