Arte

La Zonca e Franzetti dialogano a distanza. Alla Veratti una mostra proposta dal Circolo Cavour

IMG_0946Non appare immediato il dialogo-confronto tra i due artisti riuniti alla Sala Veratti di Varese, un avvicinamento più apparente che reale, nonostante gli sforzi dei curatori. Si è aperta nel centralissimo spazio dei Civici Musei, la mostra “Dialogo interattivo tra pittura e scultura”, che riunisce sotto le ampie volte affrescate dal Magatti i quadri di Simona Zonca e le sculture di Antonio Franzetti. L’iniziativa, promossa dal Circolo Cavour, in collaborazione con Comune e Circolo degli Artisti, propone una trentina di dirompenti finestre di luce e colore della Zonca, tele fatte di elementi naturali o umani annientate dal colore, quasi vittime del bagliore di un’esplosione nucleare, al punto da rimanere astratti, quasi ombre proiettate da un universo disabitato dagli umani. Che, invece, ritornano nel mondo di Franzetti, il quale appare, al contrario, si potrebbe dire “umano, troppo umano”, affollato di figure drammatiche, ripiegate su se stesse, quasi a meditare su un senso della vita ormai irraggiungibile, su una condizione di sofferenza e solitudine, sulla lacerazione della vita, come l’inconfondibile taglio che le attraversa ci continua a ricordare. Un mondo che evoca esempi alti, le figure di Giacometti e gli esseri liquidi di Bacon,  punto finale di una discesa che è già senza parole, forse anche senza più senso umano. La mostra, presentata da Franco Prevosti, Luciana Schiroli e Ferruccio Zuccaro, resta aperta fino al 23 settembre.

6 settembre 2009
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