Varese

Il parroco don Angelo: i problemi veri del Sacro Monte

home1_internoA Varese c’è sempre il rischio che un gioiello come il Sacro Monte, patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco, finisca per diventare una Cenerentola. Se ne parla, lo si esalta, si lanciano idee innovative e progetti sofisticati, ma poi tutto resta così com’è. Ieri l’annuncio di un tavolo riunitosi in Comune con la partecipazione di alcune autorevoli personalità del territorio, per un confronto, l’ennesimo, sulla montagna sacra varesina e i suoi problemi. Ma quali sono i principali problemi aperti del Sacro Monte? “La cosa più urgente sono senza dubbio i parcheggi – risponde sicuro il parroco di Santa Maria del Monte, don Angelo Corno -, parcheggi che mancano sia in basso che in alto”. Un problema sollevato e ribadito in continuazione dal sacerdote, senza tuttavia ottenere molti risultati concreti. “Non voglio continuare ad insistere – dice il parroco del Sacro Monte – perché poi finisco con l’entrare in polemica con l’amministrazione. Ma dall’ottobre scorso mi avevano assicurato che i parcheggi si sarebbero fatti, mentre in 11 mesi non si è visto ancora nulla”. Una grave mancanza da parte della politica, come spiega don Angelo. “Qui non è questione di Lega o no, di destra o di sinistra: la politica amministrativa è una politica di servizio, e per quanto riguarda il Sacro Monte si tratta di essere a servizio di centinaia di pellegrini”. Un problema aperto concreto, da risolvere al più presto, magari lasciando un attimo da parte altri progetti più lunghi e difficili come la cosiddetta “Via lucis”, le nuove Cappelle. Sorride il parroco. “Ma prima di arrivare alle nuove Cappelle – ribadisce secco il parroco–, bisogna arrivare al Sacro Monte”.

5 settembre 2009
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Un commento a “Il parroco don Angelo: i problemi veri del Sacro Monte

  1. lorenzo il 6 settembre 2009, ore 17:56

    Certo che un aumento e una razionalizzazione dei parcheggi ci vuole… ma tutti questi pellegrini debbono proprio andare in macchina o in pullman? Non si prende neanche in considerazione l’idea di sinergie tra ferrovie, autobus, biciclette, funicolari, manovie… ci vorrebbe qualche progetto con un po di fantasia, qualche concorso, aria fresca per uscire dagli impaludamenti delle politiche locali…

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