Economia

Varesotto nella burrasca. Sarà un autunno caldo

home1_01_bisNel Varesotto alla ripresa lavorativa, a fine agosto, i numeri di crisi, ammortizzatori sociali e cassa integrazione sono da burrasca in corso. Oltre mille e 400 le aziende interessate dal ricorso ad ammortizzatori sociali, di queste imprese la maggior parte (circa 800) lavora nei due comparti tradizionalmente cardine del tessuto produttivo locale: tessile e meccanico e si trova geograficamente nel cuore industriale, tra Gallarate e Busto Arsizio. Il tutto per 30 mila lavoratori interessati da cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Nei soli primi tre giorni di settembre sono state avanzate richieste di cassa integrazione da 16 aziende. Dire che tra i lavoratori c’è preoccupazione è scontato. “Per alcune aziende sta finendo il periodo delle 52 settimane di cassa integrazione previsto per legge: non abbiamo chiesto che questo periodo possa essere raddoppiato dal momento che la crisi non molla”: così dice il segretario generale della Cgil varesina, Franco Stasi mentre snocciola numeri e cifre. “La fotografia a cui siamo di fronte è drammatica – dice ancora Stasi – ed è per questo che abbiamo avanzato alcune proposte alle associazioni datoriali prima dell’estate. Ora occorre agire e farlo in fretta”. Il riferimento è ad un protocollo che Cgil, Cisl e Uil avevano sottoposto ad imprenditori grandi e piccoli e sul quale non vi è stato ancora un accordo. “Se prima dell’estate la situazione era critica – dice Marco Molteni segretario della Uil – la ripresa sembra addirittura peggiore”. Per Molteni ammortizzatori sociale e rinnovi contrattuali saranno i nodi decisivi da affrontare nell’attesa che le cose vadano meglio. “Per noi – aggiunge – saremo fuori dalla crisi solo quando non solo si smetterà di perdere posti di lavoro, ma si comincerà anche a recuperarne”. Nell’operoso Varesotto o spiraglio potrebbe non essere proprio dietro l’angolo: il presidente degli artigiani, Giorgio Merletti a maggio, durante il congresso annuale, aveva tuonato una profezia poco incoraggiante: dopo e ferie a rischio chiusura 2mila piccole imprese. Getta un po’ di acqua sul fuoco Carmela Tascone, segretario della Cisl varesina. “Settembre sarà la vera cartina di tornasole per capire se davvero la situazione resta grave –dice – per intanto di sicuro la crisi ha colpito più duramente le imprese meno pronte ad innovare e quelle che hanno investito su formazione e qualità”.

4 settembre 2009 - Paola Provenzano - p.provenzano@varesereport.it
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