Teatro

Il Continente Nero protagonista a “Tramedautore”, il festival milanese sulla nuova drammaturguia

piccoloAl via la rassegna “Tramedautore 2009. Festival Internazionale della nuova Drammaturgia”, che taglia il nastro della sua nona edizione. La kermesse è in programma dal 7 al 10 settembre, a Milano, presso il Piccolo Teatro e il Teatro Studio. Questa volta i Paesi ospitati nella rassegna sono Senegal, Costa d’Avorio, Togo, Nigeria, Algeria. Questa IX edizione del festival dà inizio a un viaggio lungo tre anni, scandito in tre differenti tappe: la drammaturgia africana scritta da chi è emigrato dall’Africa in Occidente e di chi in Occidente vi è nato (2009); la drammaturgia del Nord Africa (2010); la drammaturgia Sub Sahariana (2011). Nel primo caso sono le origini, sommate alla complessità dei fenomeni migratori, alla ricerca a volte di un affrancamento della propria identità da parte dei cittadini immigrati – per lo più di seconda generazione – a creare un affascinante, a tratti tortuoso, corto circuito artistico che prende energia dall’incontro tra terre lontane e l’ovest del mondo. Queste storie, portate nel cuore dagli autori africani migrati in Occidente, sono l’anima di questa edizione. Un percorso dedicato a chi non si accontenta dell’illusorietà della globalizzazione, per scoprire e approfondire differenti realtà sociali, linguistiche, culturali, per avviare un dialogo costellato da innumerevoli contaminazioni, scambi e produzioni teatrali, che hanno come protagonista il Continente Nero. Il Festival si apre con Philippine Bausch “Signore e signori, vorrei cominciare con una storia”, un omaggio di Carla Chiarelli, per la regia di Fabrizio Parenti, in ricordo della grande artista appena scomparsa. La bellezza, l’accettazione del diverso e il razzismo “dolce dell’Occidente evoluto”, sono i temi dello spettacolo in lingua francese che apre il Festival, “Bambi, elle est noire mais est belle”, scritto e interpretato da una straordinaria Maïmouna Gueye (Produzione Scène 2 – Le Tarmac de La Villette di Parigi). Si prosegue con Gadua, di Rufin Doh Zéyénouin, storia di un barbone nero, africano, che in questo monoloto affronta non solo un percorso di sofferenza, ma getta i semi per una vera e propria redenzione. Con “Gone Too Far!” di Bola Agbaje, il periscopio riemerge dal fondo, per osservare la superficie di un mondo abitato da giovani immigrati, soprattutto di seconda generazione. Diverso è il caso de “La confession d’Abraham” di Mohamed Kacimi, un testo che affronta temi importanti con leggerezza e umorismo sottile, affidati alla voce di Moni Ovadia. “Le carrefour” è un testo scritto in carcere da Kossi Efoui, che si rivede nel personaggio del protagonista e che dichiara: “La mia vita si è strutturata sulla dimensione dell’esilio…”. Il fitto programma si chiude con “El mona-Dialoghi sull’abisso”, un testo senza storia, che coglie l’istante confuso e contraddittorio di una giornata in un luogo di confine. Oltre al dialogo con l’Africa quest’anno si aggiunge una nuova inedita sezione intitolata ATTRAVERSAMENTI, che comprende, oltre al benvenuto con buffet e concerto di musica africana a cura dell’Associazione Culturale Afriaca, l’incontro pubblico con gli autori, performance musicali e uno spazio libri. Inoltre, dal progetto editoriale “La giornata di Sidi e Karisa”, di Mela Tomaselli, prende vita un affascinante percorso interattivo e multimediale che si serve del teatro, della musica, delle filastrocche e delle immagini, per sensibilizzare un pubblico, di tutte le età, nei confronti della cultura e in particolare delle tradizioni orali africane che vanno perdendosi. Per deliziare anche il palato, si aggiunge un contatto diretto con le tradizioni culinarie africane, tramite una convenzione con i ristoranti etnici di Milano valida per tutta la durata del Festival. A corredare il percorso, il seminario “Incontri con la Drammaturgia Africana” organizzato dall’Accademia dei Filodrammatici in collaborazione con Outis, che avrà luogo inizio 2010.

3 settembre 2009
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