Economia

Posti di lavoro in palio? Bocciati dalla Cgil

home1_01Lotteria dei posti di lavoro? No, grazie. Bocciatura senza appello da parte del vertice della Cgil di Varese dell’iniziativa, targata supermercati Tigros, di mettere in palio dieci posti di lavoro in occasione dei 30 anni dei “super” diffusi nella nostra provincia. L’iniziativa della Tigros “è una proposta sconcertante, un ‘gratta e vinci’ alla stregua di un prodotto qualsiasi”, dichiara furioso Franco Stasi, segretario generale della Cgil di Varese. Un giudizio duro al quale la famiglia Orrigoni oppone un secco “no comment”. Perché la Cgil alza il tiro contro la proposta? “Perché mette sullo stesso piano un progetto commerciale e la ricerca dei posti di lavoro e non considera che a Varese e Provincia abbiamo attualmente 30.000 lavoratori (che andrebbero maggiormente rispettati) in cassa integrazione ordinaria e straordinaria; 1500 in mobilità, centinaia di contratti a termine non confermati e 1452 aziende di tutti i settori coinvolte dalla crisi produttiva e occupazionale peggiore degli ultimi decenni”. Dunque? “Perché Tigros – si chiede Stasi – al posto della “lotteria” non assume a tempo indeterminato i lavoratori già in mobilità e quindi già espulsi dal ciclo produttivo?”. “Non è un caso – continua il segretario della Cgil – che le organizzazioni sindacali non siano state coinvolte sul progetto e non è un caso che si utilizzi strumentalmente la drammaticità della crisi e la necessità reale per moltissimi lavoratori di ricercare un occupazione dignitosa e soprattutto stabile”. Sulla questione interviene anche il segretario generale della Cisl di Varese, Carmela Tascone. “Le questioni legate al mercato del lavoro e all’occupazione sono troppo delicate per fare polemica”, dichiara la Tascone. “Non voglio dare giudizi di valore all’iniziativa in sé – prosegue la leader della Cisl -, ma per la mia storia e la mia cultura prediligo una certa sobrietà su questi argomenti, dato che ricordo che dietro i numeri e le proposte ci sono sempre i lavoratori e le loro famiglie”. Insomma, occorre “recuperare la strada del diritto al lavoro, passando attraverso strumenti importanti come formazione e riqualificazione”.

1 settembre 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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