Varese

Il Manfredi, casa delle associazioni. E’ dibattito

home1_01Tutto è iniziato dalla rivolta dagli scout Varese 3, gruppo storico targato Agesci, sfrattato dal Comune dall’ex asilo di Fogliaro. L’uscita da una sede quasi ventennale ha suscitato malumori e malcontento, anche perché si è deciso di ospitare il gruppo scout all’ex Macello di Belforte, una sede che desta polemiche perché nel mirino della commissione d’inchiesta sull’amianto, che nella relazione finale ritiene che i lavori di smaltimento dell’ex macello debbano essere realizzati entro 12 mesi, sostituendo buona parte delle coperture. Certo, nessun allarme per la salute, ma i lavori vanno fatti con una certa celerità. A molti, dunque, l’ex macello non è sembrata la sede più adatta per il gruppo scout. Fioccano dunque le proposte alternative, e tra queste l’ipotesi formulata dal consigliere di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, il quale rimette al centro dell’attenzione il Castello Manfredi, che sta in via dei Carantani, una traversa di viale Aguggiari. Una lunga storia, quella dell’immobile, spesso finito dentro polemiche e interrogazioni in Consiglio comunale. Acquistato 5 anni fa dal Comune di Varese, il castello non ha mai trovato una destinazione, fino ad essere inserito, nel febbraio scorso, nel piano delle alienazioni ad una cifra di 1 milione e 600 mila euro. Ma Nicoletti non è d’accordo e lancia la sua proposta: “Trasformiamo il Castello Manfredi nel cuore pulsante dell’associazionismo varesino, che ha il merito di completare e, spesso, sostituirsi all’azione della pubblica amministrazione in settori importanti (sociale, sportivo, culturale ed educativo). Le associazioni varesine sono sempre in cerca di spazi e potrebbe essere interessante riunirle in uno stesso luogo affinché possano anche interagire meglio tra loro”. Una proposta che suscita subito alcune reazioni. Significativa quella di Giuseppe Musolino, presidente dell’Arci provinciale. “Vanno bene gli sforzi di dare unità e importanza all’associazionismo. Il problema è quale progetto c’è dietro: come mettere insieme realtà diverse? Per fare cosa?”, si domanda Musolino, che confessa di avere allo studio una grossa iniziativa, anche sulla questione delle sedi per volontariato e associazioni (“gli stati generali della cultura che il sindaco non ha mai fatto”). Una proposta, quella della cittadella dell’associazionismo, che farà discutere fuori e dentro il mondo delle associazioni.

31 agosto 2009
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