Varese

La Pivano varesina. E il Chiara la ricorderà

chiaraSi affollano i ricordi e i pensieri sulla presenza di Fernanda Pivano nella vita culturale. Una presenza da intellettuale “anarchica”, come di lei ha detto don Andrea Gallo ai funerali celebrati a Genova, capace di cantare fuori dal coro e di seguire itinerari assolutamente personali. Tra questi non si può dimenticare anche quelli vissuti all’ombra del Bernascone, i rapporti che la Pivano ha tenuto con Varese e la sua vita culturale. Come ricorda Bambi Lazzati, presidente, con Romano Oldrini, dell’Associazione Amici di Piero Chiara. “Fernanda conosceva bene Varese e ha mantenuto rapporti molto amichevoli e cordiali con il Premio Chiara – dichiara la Lazzati -. Ha infatti preso parte alla giuria del Premio all’epoca delle prime edizioni, quelle curate da Vedani e Lodi”. Bambi Lazzati ricorda le lunghe chiacchierate con “La Nanda”, libri e autori e luoghi che ritornavano nelle lunghe discussioni avute con la scrittrice e ambasciatrice nel mondo della Beat Generation. “Un rapporto con Varese nato perché Fernanda era molto amica del figlio di Piero Chiara, Marco, un’amicizia che aveva fatto accettare alla Pivano l’idea di partecipare ai lavori della giuria del  premio”. Dopo la sua scomparsa, rimane vivo il ricordo della Pivano. “Stiamo lavorando – dice la Lazzati – per dedicare all’amica e giurata un dovuto momento di ricordo nell’edizione 2009 del Premio Chiara, cercando di evocare la sua bella figura, tra parole e musica, al di fuori di ogni retorica”.

22 agosto 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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