Imperia

L’opera di Daphne Maugham Casorati in una mostra che riscopre i paesaggi del Ponente Ligure

daphneGrazie ad una mostra di qualità, un’artista donna originale e versatile, aperta alle influenze artistiche del ‘900 e curiosa delle tecniche più diverse, è resa accessibile al di fuori della ristretta cerchia di intenditori che da tempo ne apprezzano l’opera. La mostra in questione è l’omaggio che a Daphne Maugham Casorati sta rendendo la Città di Imperia, in collaborazione con alcune prestigiose istituzioni culturali come l’Archivio Casorati di Torino, l’Archivio d’Arte Contemporanea dell’Università di Genova e la Fondazione De Ferrari di Genova (la mostra è visitabile fino al 13 settembre, ricco catalogo edito dalla casa editrice De Ferrari di Genova). La pittrice, che si firmava semplicemente Daphne, era nata a Londra in un ambiente culturalmente vivace: il padre dell’artista, diplomatico, era fratello dello scrittore William Somerset Maugham. Una vita in giro per l’Europa, quella di Daphne, al seguito del padre, fino all’incontro decisivo con il maestro Felice Casorati, che aveva ritratto la sorella Cynthia. Si iscrive alla scuola di Casorati (insieme a Lalla Romano, Paola Levi Montalcini e molti altri) e ne diventa una delle migliori allieve, fino al matrimonio con il maestro, nel 1931. Coltiverà la sua passione fino alla morte, nel 1982, dedicandosi anche all’acquerello e all’incisione. Oltre sessanta le opere in mostra ad Imperia, che documentano un percorso artistico sviluppatosi con originalità lungo il corso del ventesimo secolo, tra la fine degli anni ’10 e gli anni ’70. Ma certamente le tele dipinte ad olio, anche di piccola dimensione, tracciano il più intimo paesaggio dell’anima dell’artista. Notevole, in particolare, l’opera che ritrae il piccolo Porto di Oneglia, testimonianza del rapporto con il Ponente Ligure, dove la famiglia Casorati trascorreva le vacanze estive. Questa ed altre opere rendono Daphne una delle presenze artistiche che hanno animato questo territorio, e bene fa il Comune di Imperia, con l’assessore alla Cultura Marco Scajola, a proseguire nel cammino intrapreso di studio e riscoperta dell’arte del Ponente Ligure, che in questa rassegna incrocia una figura di grande interesse. La rassegna in corso è ospitata presso  Villa Faravelli, residenza realizzata negli anni Trenta dall’ingegnere Francesco Muratorio,  location davvero indovinata, che potrebbe trasformarsi in una perfetta scenografia di un film dedicato alla vita geniale e movimentata della raffinata Daphne Maugham Casorati.

Andrea Giacometti

direttore@varesereport.it

22 agosto 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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