Musica

Bella e popolare, “Musica in Villa” fa il boom di presenze. Complici i parenti di Segundo

cagnolaSe si dovessero contare le persone che hanno partecipato con entusiasmo ai dieci concerti organizzati quest’anno all’amministrazione di Villa Cagnola con la Pro Loco di Gazzada Schianno, sotto il titolo tradizionale di “Musica in Villa”, arriveremmo comodamente a circa 7mila. Complice, ovviamente, l’appuntamento di domenica 26 luglio con il Grupo Compay Segundo (con figli e nipoti del mitico artista cubano) nato dal progetto Buena Vista Social Club. Solo in quella serata oltre 1200 ascoltatori si sono assiepati di fronte al palco per cantare e ballare. Pubblico eterogeneo per età e nazionalità: tedeschi, inglesi, francesi, olandesi ma anche cubani. E se anni fa alcuni si chiedevano quale potesse mai essere la ricetta vincente di questa manifestazione, in questo 2009 la curiosità ha trovato una risposta: nessuna pretesa artistica che si possa dire esclusiva, complessa, intellettualmente irraggiungibile. Il segreto, insomma, è scritto tra i titoli dei concerti: eleganza, fuochi ed acqua, serenate, omaggio a Fabrizio De André, magia, Boston Pops e Haydn. Come dire: divertire non significa rinunciare ad una forma di cultura Alta, perché è proprio questa che si fa popolare se affidata a mani capaci. D’altronde le generazioni venute subito dopo Leonard Bernstein hanno fatto tesoro dei suoi insegnamenti: è la musica che deve andare verso il pubblico senza tradire sé stessa. Farsi divulgatori di una corrente significa essere traduttori del segno sulla carta evitando che la pesantezza del pensiero raggiunga le orecchie. E’ per questo che la musica deve restare ciò che è, accettando la sfida di comunicare al pubblico la reale bellezza che si può celare dietro una cortina di grandi difficoltà tecniche ed espressive. Angelo Carabelli, il “motore” dell’ultima edizione, può dirsi soddisfatto perché ha assolto anche al ruolo di direttore artistico dimostrando di saper sviluppare – passando dalla teoria alla pratica – un cartellone vivace e dinamico. Certo con qualche nome di troppo presente in questi ultimi tempi a Villa Cagnola, ma senza dubbio in grado di soddisfare le aspettative di coloro che partecipano ad una rassegna estiva. Una rassegna che, come sappiamo, si affida sì ad uno zoccolo duro di appassionati ma anche ad una platea variegata di gente che decide all’ultimo istante e che trova in Musica in Villa una certezza. Popolare, questo rondò concertistico, lo è sempre stato. Ed è per questo che si è giunti alla trentaquattresima edizione con uno spirito giovanile intonso, addirittura affettuoso nei confronti degli ascoltatori ma saggiamente responsabile nel passare attraverso epoche e stili diversi. Così si è apprezzato Pietro Borgonovo con l’Orchestra Sinfonica di Savona così come l’Europae Cantores diretti da Gordon Baird. Ma ad alzare l’indice di gradimento sono stati Ottavio Dantone alla testa dell’Orchestra Filarmonica Italiana (con un programma sinceramente “demagogico”, perché dedicato ai migliori lavori di Haendel) ed il quintetto del batterista varesino Dario Cellamaro per una grandinata di bop e swing. Un plauso anche per l’Orchestra da camera di Engelberg diretta da Mario Roncuzzi (purtroppo la scaletta composta solo da serenate risulta un poco “moncorde” nella lettura, ma è senza dubbio funzionale all’intrattenimento vacanziero) e un caloroso “bentornati” ai componenti dell’Orchestra Tzigana di Budapest con il virtuosissimo archetto di Antal Szalay. Ha deluso un poco l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano guidati da Federico Mantovani (Anderson e Webber rischiano di “sgonfiarsi” in tensione se la direzione non incalza gli strumentisti, a maggior ragione di fronte a pagine della “classica leggera”) ma non la compagine della Svizzera Italiana sorretta dal brio di Diego Fasolis. Invero si temeva, dopo il primo tempo – Presto – della Sinfonia n. 59 in la maggiore di Franz Joseph Haydn, che la forma non fosse smagliante, ed invece ci si è subito ricreduti strada facendo. Bello il Concerto per tromba (solista Sébastien Galley con un timbro vellutato ma chiaro) e rigogliosa di idee (quasi eccitante) la Sinfonia n. 101 in re maggiore “L’Orologio”. Per il 2010 una sola richiesta a Colui sta lassù: che piova, ma non su Villa Cagnola.

18 agosto 2009 - Davide Ielmini -
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi