Saronno

Il Santuario della Beata Vergine, un tesoro d’arte e di fede

saronno_internoUno dei principali santuari del Nord si trova nel nostro territorio provinciale: è il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli che sorge a Saronno. La sua storia affonda le radici più di 500 anni fa, attorno al 1460. Un giovane saronnese, di nome Pedretto, malato e costretto a letto da alcuni anni, venne miracolosamente guarito dalla Madonna della Strada Varesina, che lo invitò a costruire una chiesa in suo onore. Dopo la costruzione e la rovina di tre iccoli oratori, l’8 maggio 1498 fu posta la prima pietra ed ebbe inizio la costruzione del Santuario. Il progetto della parte rinascimentale della chiesa, compreso il tiburio, è di Giovanni Antonio Amadeo, importante architetto del Duomo di Milano, che ne diresse anche i lavori (1505). Il campanile sorse tra il 1511 e il 1516 su disegno e per opera di Paolo della Porta. Il grande afflusso di fedeli e di pellegrini dimostrò che la chiesa era troppo piccola per accoglierli tutti; così nel 1556 iniziarono i lavori per l’ampliamento, secondo il progetto di Vincenzo Seregni, con una navata centrale e due laterali su cinque campate. Lo stesso Seregni diresse i lavori sino alla terza campata. I lavori si fermarono perché doveva essere abbattuta la piccola cappellina dove si trovava la statua della Madonna miracolosa. La prosecuzione della costruzione riprese a seguito della visita pastorale del 1570 compiuta da S. Carlo Borromeo, che volle che il Santuario venisse completato. Al santo il Santuario fu molto caro per la sua devozione alla Beata Vergine e nel 1581 traslò il simulacro dalla prima cappellina all’interno della chiesa. La direzione dei lavori di completamento venne assunta da Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini, che nel 1578 disegnò la maestosa facciata. La decorazione interna è fortemente debitrice al Cinquecento lombardo, ed ebbe inizio con Bernardino Luini, nel 1525. Suoi i due grandi affreschi dell’Adorazione dei Magi e della Presentazione al tempio e degli Evangelisti e dei Dottori della Chiesa nel presbiterio, con lo Sposalizio della Vergine e con la Disputa con i dottori nell’antipresbiterio. Ritornò nel 1531 per dipingere i quattro santi, Sebastiano, Cristoforo, Antonio abate, Rocco, sulla parte bassa del vano sotto la cupola. Nella grande tazza della cupola (130 mq) è affrescato il Paradiso in festa, opera di Gaudenzio Ferrari (1535), che accoglie la Beata Vergine Assunta. Nel grande dipinto sono raffigurati 80 angeli che cantano e che suonano, con 50 strumenti dell’epoca, e, più in alto, 30 angioletti che danzano in cerchio con al centro la statua del Padre Eterno che, con le braccia aperte, accoglie la Vergine. E’ una grande raffigurazione scenica dipinta con una maestria non comune, che ha ispirato tanti artisti e che desta tanta meraviglia. Il santuario ha avuto, nei secoli, grandi favori dai Sommi Pontefici, che con 114 documenti (bolle, lettere apostoliche e brevi), concessero diritti particolari e indulgenze, anche esclusive. Questi documenti unitamente ad altri 30 mila sono conservati nell’archivio storico del Santuario. Il Santuario è stato dichiarato Patrimonio europeo.

14 agosto 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi