Varese

Un cartellone che vuole recuperare. Senza correre troppi rischi

Zuzzurro e Gaspare

Zuzzurro e Gaspare

C’è, non c’è, forse, chissà. No, anche quest’anno la Stagione teatrale del Comune di Varese ci sarà. Pur arrivando per ultimi dopo realtà assai più dinamiche, come Gallarate, Busto e Saronno, e nonostante il fatto che non tutto, nella scorsa stagione, abbia girato per il verso giusto, anzi si sia registrata una perdita di abbonati e spettatori, il cartellone comunale c’è. Anzi, c’è e con uno spettacolo in più, come preannunciato, e sempre con il tris di repliche a spettacolo. Un tris confermato, nonostante sia stato da molti giudicato eccessivo, con il rischio di rivedere anche quest’anno, alla seconda o terza replica, le gradinate dell’Apollonio deserte. Ormai è acquisito un unico cartellone teatrale a Varese, senza differenze tra stagione privata del Teatro di Varese e stagione comunale. Una situazione che comporta due scelte di fondo da parte del Comune di Varese: gli spettacoli di prosa, “delegati” nel cartellone unico al Comune, sono nella grande maggioranza orientati alla commedia leggera (a volte anche troppo!) di gusto anglosassone, quando non addirittura alla commedia musicale. E, di contro, tale scelta taglia fuori drasticamente, dalla stagione comunale, scelte più coraggiose, più di ricerca, meno scontate insomma, che finiscono per essere fatte da altri palcoscenici varesini, se tutto va bene, o completamente messe da parte. Una politica culturale opposta a quella di una realtà come Gallarate che, anch’essa pubblica, ha il coraggio di parlare di mafia e “produrre” uno spettacolo tratto da un libro di Erri De Luca. Scusate se è poco. Riuscirà la doppia scelta varesina a far recuperare terreno alla stagione comunale? Chissà. Certamente resta forte l’impressione che ci si sia incamminati sull’ultima spiaggia.

12 agosto 2009 redazione@varesereport.it
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