Teatro

I magnifici 7 della Stagione teatrale del Comune

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Giampiero Ingrassia e Maria Amelia Monti

Con una commedia musicale si apre quest’anno la Stagione teatrale del Comune di Varese: venerdì 6 novembre (repliche il 7 e l’8) va in scena “Michelina”, lavoro inedito di Edoardo Erba ambientato nella Lomellina del dopoguerra, portato in scena dal Teatro Stabile di Firenze, che vede come protagonisti Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia, per la regia di Alessandro Benvenuti. Poi si arriva subito all’immancabile “classico”: il 16 novembre (repliche 17 e 18) Siciliateatro propone il Pirandello del “Berretto a sonagli”, che vedremo nella regia del compianto regista Mauro Bolognini e nell’interpretazione del rodatissimo Sebastiano Lo Monaco. Saranno invece due attori del calibro di Andrea Giordana e Paolo Ferrari a portare a Varese, il 7 gennaio (repliche l’8 e il 9), la commedia “Un ispettore in casa Birling”, di John Boynton Priestley e prodotto dal Teatro degli Strilloni (qui verranno i brividi a pensare che si tratta di un cavallo di battaglia della compagnia Tieri-Lojodice). Curioso il lavoro “La fortuna con la F maiuscola”, all’Apollonio il 2 febbraio (repliche il 3 e il 4), prodotto dalla compagnia I Due della Città del Sole, con Luigi De Filippo. Curioso perché questa è una delle commedie che Eduardo scrisse a quattro mani, questa volta in collaborazione con Armando Curcio, decisamente più noto come fondatore dell’omonima casa editrice. Altra coppia scontata con autore scontato: Zuzzurro e Gaspare tornati, a 14 anni dalla “Strana coppia”, ancora a Neil Simon. Il 16 febbraio (repliche 17 e 18) saranno in scena con “Rumors”, come dire “pettegolezzi”. Ancora commedia leggera, questa volta di Home-Sauvajon, l’1 marzo (repliche il 2 e il 3) con Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio che propongono “L’anatra all’arancia”, nei due ruoli che al cinema furono di Tognazzi e la Vitti. Si deve aspettare l’ultima data della stagione per lo spettacolo più anomalo e strabiliante: il 2 marzo (repliche il 3 e il 4), il Teatro Stabile di Catania propone sul palco dell’Apollonio uno dei libri più belli e più ignorati degli ultimi vent’anni, “Terra matta” di Vincenzo Rabito. Lo spettacolo con Vincenzo Pirrotta racconta l’autobiografia di un bracciante siciliano semianalfabeta, che si esprime con una lingua tutta sua, sublime impasto di italiano e dialetto. Per citare un maestro delle nostre parti, già Premio Nobel, un originale “gramelot” da incantare lettori e spettatori.

12 agosto 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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