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Il modello lombardo secondo l’assessore Cattaneo

Raffaele Cattaneo

Raffaele Cattaneo

Non saranno un appuntamento come gli altri, le prossime elezioni regionali, in programma nella primavera 2010. Dentro la maggioranza di centrodestra che governa la Regione Lombardia, dopo 15 anni di presidenza Formigoni, è in corso una sfida lanciata dal Carroccio, che non fa mistero di vedere di buon occhio un proprio uomo all’ultimo piano del Pirellone. Ma non si tratta di un semplice ricambio: in gioco c’è molto di più, spiega il varesino Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia. Lui, vicino al governatore, parla di “modello lombardo”, da salvaguardare e rilanciare. “Quando nel ’95 siamo arrivati al Pirellone, ci guardavano tutti con un mezzo sorriso, pensando che ci saremmo fermati subito. E invece…”. E invece? “Noi siamo rimasti e quelli che si sono messi contro Formigoni in questi anni sono tutti usciti di scena”. Merito, soprattutto, del “modello lombardo”. Un modello fatto di sussidiarietà e di partenariato (“significa governare confrontandosi con il territorio, e soprattutto chiamare tutti alle loro responsabilità”). Un metodo che è stato utilizzato per raggiungere molti traguardi nei tre anni del suo assessorato: l’avvio della Brebemi, l’avvio dell’Arcisate-Stabio, il ripristino della navigazione lungo il Ticino. Opere significative, che qualcuno, però, sostiene non sostenute da risorse concrete. Un sospetto fondato? “In questa situazione – risponde Cattaneo – potevamo nasconderci dietro la crisi. Non lo abbiamo fatto, così come non abbiamo battuto cassa allo Stato: abbiamo chiesto, invece, la libertà di fare”. Nessuno Stato che elargisce dall’alto, ma utilizzo di modalità diverse, come la ricerca di risorse attraverso il project financing. Un percorso che già ha messo in programma altre tappe, altri lavori. E la Lega? L’assessore alle Infrastrutture usa il bastone e la carota. Ammette che, al “modello lombardo”, qualche leghista, come Castelli, si è appassionato. Ma poi aggiunge: “Francamente non vorrei trovarmi al posto di chi dovesse sostituire Formigoni, con la qualità della sua azione che è stata molto alta”. Tuttavia, “molto dobbiamo imparare da loro, a partire dal radicamento nel territorio”. Per quanto riguarda l’assessore Cattaneo, nessuna scorciatoia alle prossime elezioni, nessuna garanzia a priori di rielezione. “Voglio candidarmi sul territorio, le elezioni sono un ottimo test per capire quale sia il metodo che la gente apprezza. Sono pronto ad affrontare questa sfida”.

7 agosto 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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