Gornate Olona

Tragedia di Gornate Olona, quando la famiglia è sola

home4_01Di fronte ad un fatto di sangue come quello che si è consumato a Gornate Olona si parla di tragedia familiare, un’espressione più volte abusata sui media, ma che contiene un nocciolo di verità che turba e sconcerta, con cui si devono fare i conti. La vicenda non è nuova: un uomo che uccide nei loro letti due figli e la moglie con un coltello da cucina, e poi si toglie la vita con il gas di scarico dell’auto. Una tragedia che avrebbe le sue radici in un contrasto tra i coniugi che stava per sfociare in una pesante separazione. Un dramma maturato all’interno di una famiglia, una tragedia che si è sviluppata nei ristretti confini di un nucleo familiare, come sempre più spesso accade dietro l’angolo di casa. Una famiglia che spesso viene abbandonata a se stessa di fronte a difficoltà e tensioni, lasciata senza quei supporti e quei sostegni che il suo ruolo fondamentale all’interno della società, tanto apprezzato a parole, dovrebbe garantirle. Un problema che si ripropone ogni volta che sulle spalle di una famiglia ricade un peso insopportabile, dalla malattia alla miseria. Di fronte ad un fatto come questo, più che ad un raptus inspiegabile ed imprevedibile è conveniente pensare ad una mancata assunzione di responsabilità da parte di tutti, ad una solidarietà che non è scattata, ad un silenzio assordante che ha circondato una tragedia, dalla sua prima timida manifestazione alla sua eclatante conclusione.

7 agosto 2009
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