Economia

Merletti e gabbie salariali lumbard. Le cose non dette

Giorgio Merletti

Giorgio Merletti

Risulta piuttosto sospetta tanta unanimità sulla necessità di governare i salari, ma solo quelli. Come spesso accade posizioni al limite del ridicolo finiscono per suscitare dibattiti seri. Questione-gabbie salariali: una provocazione del Carroccio, che continua a misurare gli spazi che si può prendere nel centrodestra da quando si è votato. Alzata di scudi sulla proposta. Esemplare la dichiarazione del presidente di Confartigianato Varese e vice presidente vicario a livello nazionale. “Riteniamo sia giusto evitare le gabbie salariali, senza dubbio ‘fuori moda’ e non certo adatte ai nostri tempi – dichiara Giorgio Merletti -. Diciamo sì, invece, a differenziali retributivi che possano considerare il reale costo della vita tra Nord e Sud Italia. Economie diverse, esigenze diverse, spese diverse”. C’è da chiedersi perché siano tanti a condividere la necessità di governare i salari e le loro dinamiche, non estendendo ad altri terreni il ragionamento. Si sono forse governati i prezzi dei prodotti in salita da anni? E le tariffe, sono state mai messe sotto controllo? “I differenziali retributivi – continua Merletti – non vogliono discriminare, ma stimolare lo sviluppo delle diversità territoriali per evidenziarne le potenzialità. E’ ancora una volta la politica a dover agire con coscienza, senza intaccare la coesione sociale”. Un ragionamento condivisibile, a condizione che ci si ricordi che una certa politica (quella lumbard) punta proprio a frantumare la coesione e a colpire la contrattazione nazionale, da sempre. Certamente il presidente Merletti non lo ignora. Come non ignora che applicare la contrattazione di secondo livello (o regionale), peraltro prevista dagli accordi non siglati dal principale sindacato italiano, può avere un senso positivo soltanto tutelando e rafforzando gli accordi nazionali. Contro quella politica (sempre la stessa) che, attraverso la loro demolizione, vuole indebolire lavoratori ed organizzazioni sindacali. D’accordo con quello che Merletti dice, ma nel suo ragionamento manca un pezzo. Un pezzo che sarebbe meglio esplicitare.

6 agosto 2009
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