Chiesa

Don Giorgio, prete anti-Lega: ecco come la penso

Don Giorgio De Capitani

Don Giorgio De Capitani

No, don Giorgio De Capitani, parrocchia S. Ambrogio di Rovagnate, Alta Brianza, non piace. No, proprio non va giù, questo prete coriaceo e coraggioso, ai vertici del Carroccio. Contro di lui si è mosso addirittura un viceministro leghista come Roberto Castelli, chiedendo una condanna esemplare da parte della Curia di Milano. Ma don Giorgio non getta la spugna, non chiude la bocca. Anzi, rilancia. “Il mondo cattolico di oggi è addormentato, c’è un’opinione pubblica cattolica assolutamente piatta. Ed è proprio in una situazione come questa che può crescere un partito come la Lega”. In che senso? “Nel senso che la Lega è guidata dall’ideologia della pancia, la Lega (come del resto lo stesso Berlusconi) è caratterizzata da una cultura dell’avere, che non ha nulla a che fare con il Vangelo”. Ma ciò che scandalizza il sacerdote di Rovagnate, è la posizione del clero. “Sono scandalizzato dal fatto che tanti preti e tante suore sostengano la Lega, anche se non si deve dimenticare che nel clero ci sono delle eccezioni…”. Per esempio? “Per esempio il nostro arcivescovo Dionigi Tettamanzi, che è davvero un cardinale d’oro. Anche se spesso viene condizionato da CL, che a Milano è fortissima”. Quale il futuro della Lega? “La Lega – continua don Giorgio – non ha futuro, è già morta, perché vive sul presente e non costruisce nessun futuro”. Non teme per le dure accuse che fa al mondo politico? “Non ho nessun timore: ho 71 anni, non ho mai fatto carriera, non ho nulla da perdere”. Si definisce un prete di sinistra? “No: sono un prete di ultrasinistra…scherzo, io vorrei che ci fosse in Italia una vera sinistra. Ho votato anche per Bertinotti, ma ora mi sono avvicinato al Pd. Mi piace lo stile della Serracchiani, e spero che Franceschini le apra la strada”.

3 agosto 2009
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