Varese

L’ultimo ciao di Varese
a Luca, Andrea e Paolo

home1_01Un lungo applauso ha accompagnato l’ultimo viaggio di Andrea, Luca e Paolo, al termine della messa in San Vittore. La piazza davanti alla basilica era affollata dai tanti varesini che hanno voluto essere vicini alle famiglie delle tre giovani vittime in questo momento di lutto. Ma soprattutto era gremita di tantissimi coetanei dei ragazzi, amici, compagni di scuola, giovani dell’oratorio di San Vittore. La stessa folla che aveva atteso paziente tra le navate della basilica molto tempo prima che avesse inizio la celebrazione eucaristica, in un silenzio rotto soltanto dai rintocchi della campana. Le tre bare di legno chiaro sono entrate in chiesa portate a spalle dagli amici dei ragazzi. A concelebrare la liturgia il vicario episcopale di Varese, monsignor Luigi Stucchi, e il prevosto, monsignor Gilberto Donnini. Parole profonde, quelle pronunciate da monsignor Stucchi all’inizio. Evocano “vite fragili come un fiore spezzato prima di fruttificare”, ricordano “i troppo brevi anni di questi nostri figli, fratelli, amici”. Ma non è la disperazione a prevalere, non il dolore cieco. “La morte fisica ci separa da loro – continua monsignor Stucchi -, ma il dolore, generato da ciò che ci separa, ci unisce, ci fa riconoscere gli uni negli altri, ci fa sentire una sola famiglia”. E proprio come una grande famiglia, la gente presente in San Vittore partecipa al rito, commossa, addolorata come per la morte di un proprio caro. Al termine, all’uscita delle tre bare da San Vittore, i presenti si stringono alle famiglie dei ragazzi, abbracciano i papà e le mamme che accompagneranno i propri figli stroncati in un’afosa notte estiva su una maledetta strada dietro casa. Familiari e amci hanno accompagnato i tre ragazzi nella sala del commiato del cimitero monumentale di Giubiano e poi i feretri riposeranno in tre cimiteri diversi: Paolo ad Arcisate, Luca resterà a Giubiano, Andrea a Bizzozero.

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1 agosto 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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