Varese

“Grazie, Signore, per questi tre angeli”. Don Paolo dà voce alla città

home2_01I coetanei dei tre ragazzi sono ovunque, in basilica, ragazzi e ragazze che le tre vittime le conoscevano bene, le frequentavano ogni giorno, andavano con loro in vacanza. Tanti dei presenti hanno partecipato alla recita del rosario in basilica giovedì e venerdì sera. E questa mattina si sono ritrovati qui, stretti ai piedi dell’altare, a pochi passi dalle bare di Willy, Paolino, Minonzietto, come erano chiamati in oratorio. Amici e compagni di scuola sono presenti nelle navate, nelle cappelle laterali, in fondo alla chiesa, sulla porta che resta aperta perché tanti affollano il sagrato. Qualcuno, nel corso del funerale, scoppia in un pianto silenzioso, alcune ragazze si abbracciano desolate. Davanti ai tanti varesini presenti, alle famiglie, alle autorità, una folta delegazione guidata dal sindaco di Varese, Attilio Fontana, con la fascia tricolore e accompagnato dalla giunta comunale, dal questore Matteo Turillo, dal procuratore capo di Varese, Maurizio Grigo (il ministro Roberto Maroni ha seguito la messa nella piazza, sotto il sole), a pronunciare l’omelia è don Paolo Fumagalli, il responsabile delle attività dell’oratorio. La sua è una riflessione colloquiale, pacata, quasi un ragionamento personale fatto a voce alta. Parla dell’esperienza drammatica vissuta da tutti, un evento “di fronte al quale corriamo il rischio di non trovare più il senso della vita”. Un rischio dal quale cerchiamo di difenderci con tutte le nostre forze, con “l’affetto tra di noi, una tenera disponibilità, piccole attenzioni che ci accomunano nello sforzo di superare questa fatica senza restare schiacciati”. Ma ciò che più ci sostiene, continua don Fumagalli, è la forza del Vangelo, la consapevolezza che “Dio ha scelto di dimorare tra gli uomini, vincere per sempre la morte, inaugurare un mondo nuovo”. Ma al termine della riflessione, il sacerdote richiama l’attenzione di tutti su un’istantanea dei tre ragazzi scattata in occasione di una vacanza fatta con l’oratorio. E’ un’immagine che restituisce un momento felice della loro vita. “Un sorriso spensierato, lo sguardo allegro, l’entusiasmo di chi sente di avere la vita tra le mani”. Tre ragazzi che hanno vissuto la loro vita, l’oratorio, la scuola, gli amici, le fidanzate, il calcio, “con il desiderio di dare il massimo, sempre”. Ragazzi che don Paolo chiama “i nostri angeli”, ringraziando il Signore “di averci donato degli amici come loro”.

1 agosto 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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