Economia

Scoppia la “guerra artigiana”. Associazioni in campo

home1_01Non sappiamo cosa e quanto faranno ancora in futuro, i famosi “contadini del tessile”, un gruppo di piccoli e piccolissimi imprenditori che hanno mosso le acque dell’economia locale. Di certo, un primo risultato lo hanno ottenuto: ridare visibilità alla propria categoria, piuttosto invisibile in questo momento di crisi. Per tutto ciò, questi “autoconvocati” del profondo Nord, hanno dovuto pagare un costo piuttosto salato: hanno scatenato una guerra con le associazioni di rappresentanza più forti e consolidate, che infatti ribattono colpo su colpo alle mosse degli autoconvocati. I “contadini del tessile”, quelli che si riconoscono nell’imprenditore Roberto Belloli e trovano un interlocutore attento nel leghista Marco Reguzzoni, sono stati accolti a Montecitorio e sono stati promessi loro provvedimenti tempestivi?  Replica, piccata, Confartigianato Varese: “un progetto di legge non si nega a nessuno”. Qualche risultato concreto i piccoli contestatori lo stanno raggiungendo? “Bene, vedremo riconosciute le nostre battaglie nei confronti del settore dopo 5 anni di confronti serrati con le istituzioni”, risponde beato il segretario dell’Associazione Artigiani varesina, Marino Bergamaschi. Ma non è finita qui. “Vogliamo che nei primi giorni di settembre – rilancia Bergamaschi – si svolga un incontro al Centrocot che, sappiamo, ha una sede a Shangai, proprio per poter studiare le strategie più corrette per combattere il colosso cinese”. E, comunque, insiste Confartigianato, semplificando eccessivamente il quadro della situazione, “con l’incontro di ieri a Palazzo Chigi – tra il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ed il Premier Silvio Berlusconi – il nostro sistema è stato riconosciuto ai Tavoli del Governo come rappresentante del mondo dei ‘piccoli’”. E, per concludere, Confartigianato ricorda a Reguzzoni, allora presidente della Provincia e ora vicino ai nuovi protagonisti della protesta, le iniziative assunte e le cose dette. Ma allora “la politica non ascoltò il nostro grido d’allarme”. Ora tutto è cambiato. La guerra è in corso. Si salvi chi può.

31 luglio 2009
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