Economia

Il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto degli Artigiani di Varese

home2_01La congiunturale dell’Associazione artigiani di Varese relativa al secondo trimestre dell’anno è come il famoso bicchiere, che per qualcuno è mezzo pieno, e per qualcuno mezzo vuoto. Un’impressione simile a quella destata dalla congiunturale deglio industriali varesini. Se le performance delle micro-aziende si confrontano con il primo trimestre di quest’anno, si può essere timidamente speranzosi ed ottimisti (la produzione segna più 2%), ma se il riferimento è più lontano, e cioè si arriva ad un anno fa, allora si conferma il cataclisma che risentiamo ancora oggi (produzione a meno 13). Una congiunturale, dunque, quella che viale Milano ricava da dati Unioncamere e Artigianfidi, che denuncia la persistenza di una crisi profonda, ma anche l’apparire dei primi segni di una lieve inversione di tendenza. Lo stesso fatturato, sul piano congiunturale, dà maggiore peso alla crisi che alla ripresa: decrementi su tutta la linea, rispetto al 1° trimestre del 2009 (- 3,33%) e al 2° trimestre del 2008 (-25,36%). Gli ordinativi totali sono ancora in calo (-10,96%). I prezzi medi delle materie prime sono sostanzialmente stabili (-0,93%), mentre sono ancora scesi i prezzi dei prodotti finiti (- 2,28%). A fronte di questo bollettino di guerra, e alla difficilissima situazione che le nostre imprese stanno affrontando, quale la via d’uscita? Chiudere l’attività? Rivolgersi alle banche per ottenere un po’ di ossigeno e tentare di proseguire in mare aperto? Più realistica appare un’altra soluzione, sottolineata dalla congiunturale di Confartigianato: rivolgersi ai Confidi. I dati di Artigianfidi sono più che eloquenti: tra 2008 e 2009 il numero di richieste è passato da 1.170 a 1.959, mentre le risorse messe in campo crescono dai 65 milioni del 2008 agli oltre 106 milioni del 2009. Per quanto riguarda le previsioni per il terzo trimestre 2009, gli imprenditori si dimostrano cauti. Eppure, nonostante questa opportunità, i piccoli restano pessimisti: secondo le previsioni, la produzione dovrebbe diminuire (-27,2%), la domanda interna dovrebbe essere sempre in calo (-26,6%) e così anche quella estera (-16,7%). Sul fronte occupazionale le previsioni continuano ad essere negative (- 21%). Certamente saggia la valutazione di Marino Bergamaschi, segretario generale degli Artigiani di Varese (“la politica dovrà aprire nuovi spiragli per la competitività delle imprese e dovrà dialogare sempre più con i sistemi di rappresentanza del Paese”), ma forse un po’ intempestiva, considerati gli scossoni che le associazioni di rappresentanza stanno subendo proprio da parte delle piccole imprese, sempre più orientate a forme di rappresentanza più piccole e più vicine a sé. C’è da domandarsi quanto il sistema della rappresentanza delle categorie si sia inventata in forme nuove e quanto abbia imitato la tanto vituperata politica.

30 luglio 2009
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