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Agricoltura in Lombardia, prima congiunturale al Pirellone. Ferrazzi: concrete misure anti-crisi

Luca Daniel Ferrazzi

Luca Daniel Ferrazzi

La crisi del comparto latte, il calo dei prezzi dei cereali, la diabrotica del mais, le difficoltà nei settori dell’allevamento di suini e del vitivinicolo. Sono le principali caratteristiche che emergono dal primo rapporto sulla congiuntura nel settore agro-alimentare, relativo al secondo trimestre del 2009, illustrato a Palazzo Pirelli dall’assessore regionale all’Agricoltura Luca Daniel Ferrazzi e dal presidente di Unioncamere Franco Bettoni. Il 92% degli agricoltori vede un peggioramento rispetto al trimestre precedente, come evidenzia il calo del fatturato. Nel contempo, però, regge l’occupazione e la crisi in questo settore sembra contenuta e limitata grazie alle misure poste in essere dalla Regione. “Il particolare momento vissuto dall’agricoltura, non solo lombarda, è sotto gli occhi di tutti – ha affermato l’assessore Ferrazzi -. Regione Lombardia si è mossa insieme a Unioncamere inserendo il comparto agroalimentare nell’Accordo sulla Competitività, di cui questa ricerca fa parte”. “Come Regione – ha proseguito Ferrazzi – abbiamo inoltre posto in essere numerose opere di sostegno che si sono concretizzate, ad esempio, con le decisioni del Tavolo Verde: anticipo al 16 ottobre del pagamento dei premi PAC di ben 280 milioni di euro (il 70% del totale), rafforzamento dell’azione dei Confidi (finanziamento diretto di 1 milione che attiverà risorse pari a 100 milioni di euro), intervento straordinario dello strumento Confiducia (che ha reso disponibili 500.000 euro in grado di muovere risorse per 40 milioni), crescita delle risorse a disposizione del settore lattiero-caseario con risorse aggiuntive del Piano di sviluppo rurale (Psr) per 75,2 milioni e l’accordo sull’articolo 68 della Politica Agricola Comune che ha ermesso di destinare 90 milioni ai settori zootecnico e lattiero-caseario”. “L’agricoltura lombarda, con un valore della produzione che sfiora i 7 miliardi di euro, pesa poco meno del 15% sul dato nazionale (con un picco del 25% per la zootecnia) – ha ricordato Franco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia -. L’intera filiera agro-alimentare contribuisce per oltre il 3% alla formazione del prodotto lordo regionale. Nonostante ciò, l’agricoltura stenta ad essere percepita dall’opinione pubblica come una componente di rilievo del nostro sistema produttivo. Con questa iniziativa delle Camere di Commercio lombarde e dell’assessorato all’Agricoltura di Regione Lombardia ci proponiamo di contribuire a colmare questa lacuna, anche in relazione al crescente peso che il sistema agro-industriale riveste sul versante del commercio internazionale, non solo per i volumi movimentati ma anche come veicolo di diffusione nel mondo dell’immagine del Made in Italy e del Buon Vivere”. “Purtroppo – ha aggiunto Bettoni – come i risultati di questa prima indagine evidenziano, il settore risente in questo momento di una pluralità di fattori negativi: andamento cedente dei prezzi, rese produttive sotto la media, evoluzione meteorologica sfavorevole e problemi fitosanitari. Fondamentale è pertanto un’azione di sostegno che aiuti gli operatori a superare questa critica fase congiunturale e a puntare su un’azione coordinata di tutela delle produzioni di qualità sul mercato domestico e su quelli internazionali”. E l’assessore Ferrazzi ha rimarcato l’impegno della Regione a favore del comparto agro-alimentare. “Non vanno dimenticati in questa sede – ha ricordato Ferrazzi – i 65 milioni per i 16 Piani di sviluppo locale, tutti ammessi al finanziamento, destinati ai Gal (Gruppo di azione locale) che vogliono promuovere l’agricoltura nelle zone svantaggiate”. Anche il Piano di sviluppo rurale ha visto finanziamenti per 172 milioni di euro, corrispondenti a 460 milioni di euro di investimenti, con 140 milioni di euro liquidati. “Si tratta di interventi – ha concluso Ferrazzi – che dimostrano come la Lombardia, insieme a Unioncamere, sia già al lavoro, con misure concrete, per sostenere il comparto agricolo e aiutarlo a uscire dalla crisi il prima possibile”.

30 luglio 2009
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