Economia

Il Pd del Nord che guarda alle piccole imprese. Martina visita l’Associazione Artigiani di Tradate

MartinaMerlettiTosiMaurizio Martina, Segretario lombardo del PD, questa mattina ha visitato la sede di Tradate dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese: “Per conoscere meglio la realtà produttiva alla quale il Partito Democratico si vuole avvicinare con maggiore pragmatismo: quella delle micro e piccole imprese. Vogliamo ricostruire il rapporto con un segmento produttivo che in Lombardia rappresenta il 96% dell’imprenditoria e vogliamo che non si persista nella logica  errata dei tavoli grande industria-Governo. Ciò non funziona e non funzionerà più. Soprattutto in una nazione dove le pmi sono fondamentali”. Martina, affiancato da Stefano Tosi (consigliere regionale PD) e Alessandro Alfieri (responsabile enti locali PD Lombardia), da subito si è complimentato con Giorgio Merletti (presidente dell’Associazione Artigiani), Renato Scapolan (vicepresidente dell’Associazione Artigiani e vicario della CCIAA della Provincia di Varese) e Marino Bergamaschi (direttore generale della struttura di Viale Milano) per “la scelta coraggiosa di alimentare un’intera sede con energia geotermica. Un esempio che dovrebbero seguire in molti perché dà un senso, e senza dubbio rivitalizza, il compito di rappresentanza della società di mezzo. Un compito che l’Associazione Artigiani dimostra di svolgere con grande attenzione,  guardando al futuro in linea con le politiche di oggi: dalla green-economy ad un uso razionale delle risorse che sono di tutti”. Un incontro, quello di oggi, che ha sottolineato con quanta preoccupazione le pmi stiano vivendo questo momento storico e politico. “Chiediamo meno trionfalismi e più concretezza”, ha dichiarato Merletti. “Meno tasse, meno cementificazione, recupero dell’esistente, credito e ammortizzatori sociali. Regole certe per tutti: perché gli artigiani devono sempre essere ritratti come evasori?”. Insomma, il messaggio al Partito Democratico è chiaro: “Roma è lontana, la Regione segue l’economia con qualche inciampo, le nostre imprese resistono grazie alla bilateralità, quindi senza pesare sul bilancio degli enti pubblici. Con il nostro impegno nella sicurezza sul lavoro gli infortuni sono diminuiti, ma al 2010 non ci arriviamo”. C’è di più: “Fra 24 mesi – incalza Scapolan – quando gli imprenditori non potranno più indebitarsi per pagare le tasse e le entrate fiscali diminuiranno clamorosamente, vedremo cosa farà il Governo. Darà la caccia a chi elude, evade e delocalizza o continuerà a tartassare i soliti noti?”. La parola al Pd, che “innanzitutto – prosegue Martina – avverte la necessità di creare una sinergia tra i diversi sistemi territoriali per sviluppare azioni coese ed in linea con le sfide dei mercati contemporanei. E’ inaccettabile che l’Italia non sappia farsi valere in sede europea. Purtroppo, sino a quando non sapremo giocare azioni di lobby a livello internazionale, sconteremo importazioni illegali e la concorrenza dell’India, della Cina, del Pakistan. Il Paese è diviso, si è portata Roma a Milano (decisioni stoppate dalla burocrazia, imprese bloccate dalla lentezza delle istituzioni) e l’Italia, con i suoi conti pubblici, è tornata a prima del 1992. A livello lombardo dobbiamo ridefinire i beni competitivi pubblici: l’allentamento del Patto di Stabilità potrebbe portare un miliardo di euro alla nostra sola regione e l’Expo 2015 dovrebbe creare buone occasioni di lavoro per circa 30mila imprese. Ma prima di tutto gli strumenti: sburocratizzazione, semplificazione, possibilità di investimenti, sussidiarietà e federalismo infrastrutturale. Vanno bene le strade e le ferrovie, ma il PD pensa si debba accompagnare – con tutti gli strumenti possibili – lo sviluppo dell’imprenditoria lombarda”. Molto si potrebbe aggiungere ad una lista già sufficientemente lunga: “Il 60% dei lavoratori lombardi – sottolinea Bergamaschi – sono precari: per loro non esiste alcun contratto collettivo. Poi si deve affrontare il problema della previdenza sanitaria, della formazione interprofessionale, dell’accoglienza degli extracomunitari ed un percorso sulla sicurezza sul lavoro. La nostra Associazione ha dimostrato di perseguire tale impegno anche in un momento di crisi puntando sulla tutela del capitale umano, sul facilitare l’accesso al credito per le mpi, sulla necessità di rimodulare la capacità di spesa degli enti locali. Chiediamo, ancora, che si accentrino i comuni, che si decida se mantenere i Pirellini o le Province (scelga la Regione), che si proceda alla ripatrimonializzazione dei Confidi, strumenti che si sono dimostrati virtuosi di fronte alla recessione economica”.

28 luglio 2009
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