Chiesa

Caritas lombarde in Abruzzo, più di 400 volontari

home1_01Un aiuto concreto ai terremotati, al di là di impegni roboanti o promesse fatte davanti alle telecamere. Più di 400 volontari targati Caritas lombarde si recheranno, questa estate, a turno, nelle tendopoli realizzate in Abruzzo. Una prossimità concreta nei confronti di  minori, disabili e anziani nelle 12 comunità gemellate. Un territorio piuttosto vasto che comprende i paesi delle piana ad est del capoluogo, quelli più vicini all’epicentro, e i comuni del cosiddetto altopiano delle Rocche, centri che hanno sempre vissuto di turismo e ora sono alla ricerca di un nuovo futuro. Per operare nelle due aree, la piana e la montagna, sono previsti due diversi centri operativi: il primo allestito nelle vicinanze dell’ultima tendopoli sorta a Paganica; il secondo a Rocca di Mezzo. Si tratta di tende realizzate su piattaforme di legno, una soluzione provvisoria pensata per la stagione estiva. Contemporaneamente si continua a costruire a Paganica il “centro della comunità”, prefabbricato antisismico di 250 mq, che sarà a disposizione dei soccorsi, ma anche della parrocchia. Qui alloggeranno i quattro operatori, selezionati e formati in queste settimane, che sono già scesi e che rimarranno in Abruzzo con il compito di coordinare l’arrivo dei gruppi di volontari. Questi ultimi sono impegnati in attività di animazione per i minori, visiteranno gli anziani, assisteranno i disabili. Un esempio di “chiesa di prossimità”, come l’aveva definita il cardinal Bagnasco definendo la presenza del mondo cattolico tra i terremotati, nelle sua vista all’Aquila. Nel frattempo l’equipe regionale farà partire anche l’azione di monitoraggio dei bisogni, attraverso sopralluoghi periodici, fase indispensabile per compiere la vera e propria ricostruzione, volta soprattutto a rimettere in piedi centri ricreativi, scuole, chiese. Realtà importanti per ritornare a vivere nel senso più pieno del termine.

25 luglio 2009
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