Economia

Decreto anticrisi: per Confapi le piccole imprese restano Cenerentole

home2_01Piccole e medie aziende bocciano il decreto anticrisi targato Tremonti su cui il governo ha posto la fiducia. Poca attenzione alla loro situazione allarmante, scarsa capacità di intercettare i loro bisogni. Confapi è tra le associazioni che si sono mobilitate maggiormente sul fronte delle pmi: da un sondaggio realizzato a livello nazionale tra mille associati, il 54% ha definito il decreto “insufficiente”, un 17% “gravemente insufficiente” e, dunque, pollice verso da più del 70% delle pmi. Uno strumento tanto atteso, ma nello stesso tempo così deludente per affrontare la crisi. Cosa pensano i varesini di questa “manovrina estiva”? “L’altro giorno, il ministro Sacconi ha detto, in una riunione, che la crisi diventerà cruenta da settembre in avanti. Noi lo stiamo dicendo da gennaio”. Franco Colombo, presidente di Confapi Varese, si mostra preoccupato non tanto per ciò che il decreto dice, ma per ciò che non dice. “E’ un decreto che comporta costi certi, ma presenta benefici incerti”. In particolare, per piccoli e medi. “Ci sono aspetti positivi, come il rilancio dei cantieri con il Piano casa, ma nessuna misura per combattere, da domani mattina, l’emergenza del credito, delle tasse, dei pagamenti in scadenza. Su tutti questi piani, nessuna inversione di tendenza. La piccola impresa resta la Cenerentola della nostra economia”.  Misure, quelle contenute nel decreto, “poco fruibili dalle piccole imprese manifatturiere, quelle che costituiscono la trave portante dell’economia locale varesina”.

24 luglio 2009 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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