Economia

Cade l’ultimo totem: l’export. Primi mesi del 2009 quasi -9

home1_01Anche nel Varesotto la crisi resta pesante, si profila ancora lunga, si rivela un terribile nemico con cui fare i conti ancora per un bel po’ di tempo. Se fosse necessaria una conferma, è sufficiente sfogliare il rapporto targato Unione industriali di Varese su commercio e scambi con l’estero nel 2008. Con apprezzabile onestà, l’associazione degli industriali rimarca una decisa linea di confine tra 2008 e 2009, una sorta di Rubicone che segna una preoccupante inversione di tendenza. Per quanto riguarda lo scorso anno, si conferma come vincente la vocazione al commercio estero dell’economia varesina, che destina sui mercati di tutto il mondo il 40% del proprio valore aggiunto, contro una media lombarda del 35% e una media nazionale del 26%. A fine 2008, infatti, la bilancia commerciale varesina aveva raggiunto un valore di 3.513 milioni di euro, l’11,1% in più rispetto al 2007. Come spiega il rapporto Univa, “questo grazie alla tenuta delle esportazioni che, nonostante la crisi, sono rimaste pressoché invariate, con un lieve aumento dello 0,5%,  a cui ha fatto da contraltare un consistente calo delle importazioni, scese del 5% rispetto all’anno precedente”. “Tiene”, dunque (o, meglio, “teneva”), uno dei cavalli di battaglia dell’economia locale: crisi o non crisi, l’export era sempre restato a Varese un rassicurante salvagente. Ma che la crisi in corso sia davvero di una gravità senza precedenti, lo conferma il fatto che il 2009 si è adoperato a demolire l’ultimo totem della nostra economia locale, da sempre robusto ed intoccabile: l’export con segno positivo. Nel primo quadrimestre 2009, come spiegano gli industriali, l’export varesino ha segnato un pesante -8,8% rispetto ai livelli di un anno fa. Un dato allarmante, che non viene alleviato dal fatto che in Italia e in Lombardia si sono registrati, rispettivamente, un -24,4%, e un -22,9%, ben magra consolazione. Un segno meno che deve fare pensare: ormai il rilancio, per quanto riguarda l’economia del nostro territorio, richiede uno sforzo supplementare di innovazione e di coraggio. Solo a queste condizioni, la ripresa torna ad essere una prospettiva concreta.

21 luglio 2009
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