Teatro

Il teatro civile “resiste” al Popolo. Ancora punto interrogativo su Varese

Marco Baliani

Marco Baliani

Resta certamente una delle poche isole superstiti, nella nostra provincia, in cui venga ancora valorizzato il teatro di ricerca, fino al punto di realizzare un cartellone autonomo e indipendente rispetto al resto della programmazione. Parliamo del Teatro del Popolo di Gallarate, che anche quest’anno ospita un interessante cartellone di dieci spettacoli, nonostante la crisi batta anche alla porta della Fondazione Culturale di Gallarate. Se per il palcoscenico-pivot della Fondazione, il Condominio Gassman, si è ridotta la spesa da  380 a 300 mila euro all’anno, per il Teatro del Popolo, come conferma il direttore della Fondazione gallaratese, Adriano Gallina, “non ci sono grandi cambiamenti sul fronte della quantità e della qualità: la crisi la affrontiamo con più oculate politiche di promozione, razionalizzando la spesa sul fronte degli uffici e sul versante tecnico”. Anche se il programma del Popolo sarà lanciato in un’originale “due giorni” tutta dedicata al teatro (da non mancare il 23 e 24 settembre), il programma è già stato approntato. In questo, come sempre, Gallarate batte il capoluogo, dove a fine luglio ancora nulla è dato sapere sulla stagione teatrale privata (il Teatro di Varese) e sulla stagione promossa dal Comune di Varese. Una scelta inspiegabile, quando non solo Gallarate, ma anche i teatri milanesi, hanno già scoperto le carte. Mah. Comunque, torniamo alla stagione del Teatro del Popolo. Si parte sabato 14 novembre, con lo spettacolo “Montedidio”, la prima produzione del palcoscenico gallaratese a costo super-small, che si sta rivelando una gallina dalle uova d’oro, con un “export” di 40 repliche già prenotate, dai Filodrammatici di Milano a Napoli e Salerno. E poi, altri spettacoli eccellenti come “Libri da ardere” del Teatro dell’Elfo, spettacolo teso e claustrofobico della grande Amélie Nothomb, “Orson Welles’ Roast” con Beppe Battiston, l’attesissimo “A cento passi dal Duomo”, di e con Giulio Cavalli, l’attore che, insieme al giornalista Gianni Barbacetto, ha scritto questo testo sulle infiltrazioni di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta calabrese nella metropoli milanese (e per questo vive sotto protezione), l’ormai classico spettacolo di Marco Baliani “Kohlhaas”, il suggestivo “La notte che il nulla inghiottì la terra” con il varesino Michele Bottini, dedicato alla tragedia della ritirata di Russia, una carrellata sull’orrore causato dal fascismo ed evocato dalle immortali pagine di  Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern, Giulio Bedeschi, Eugenio Corti e il varesino Nelson Cenci. Da ricordare che, oltre a presentare la stagione del Teatro del Popolo, la Fondazione culturale di Gallarate presenterà anche il cartellone della “Scatola Magica” dedicato al teatro ragazzi.

19 luglio 2009
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