Sicurezza

A scuola di ronde. Tra arti marziali e camicie verdi

Alessandro Marmello

Alessandro Marmello

Non ci si improvvisa “rondisti”. Ci vuole preparazione e professionalità per entrare nelle ronde, quelle introdotte dal pacchetto sicurezza diventato legge. Occorre conoscere le tecniche difensive e sapersi destreggiare in strada. Non ci si può fare prendere dal panico in certi momenti. Insomma, bisogna andare a scuola. La prima partirà a Milano nel prossimo settembre. A promuoverla, presso il centro polifunzionale milanese Palaiseo, è il Centro Studi Sicurezza, in collaborazione con altre realtà, tra cui i Volontari Verdi, l’associazione fondata dall’onorevole leghista  Mario Borghezio. Una realtà, il centro milanese, che ha già un piede nel Varesotto: sabato prossimo terrà l’ultimo incontro di un corso anti-stupro gestito nel Comune di Biandronno. Ma sul colore politico dell’iniziativa, il responsabile del centro, Alessandro Marmello, guardia giurata, paracadutista, istruttore di arti marziali, tiene a mettere subito i puntini sulle “i”. “La nostra è una scuola seria, fatta da persone competenti – dichiara -. Se la Lega ci approva, ben venga. Ma gradiremmo nello stesso modo anche l’approvazione di D’Alema”. La scuola durerà in tutto 15 ore e prevederà 3 ore di teoria e pratica alla settimana. Saliranno in cattedra professori provenienti da polizia, Carabinieri ed esercito. “Ci sarà anche uno psicologo – continua Marmello – che valuterà se gli aspiranti che si presentano sono in grado o meno di entrare nelle ronde”.  Il corso prevede nozioni sulla sicurezza in generale, l’analisi del rischio, la prevenzione, il primo soccorso, l’autodifesa personale. Ecco il punto delicato, quello che Marnello definisce “operatività in strada”. Come si vestiranno i rondisti? “Qualcuno avrà una pettorina fosforescente sul petto,  ma qualcun altro potrà essere in borghese, magari con un tesserino rilasciato dalla prefettura. E poi telefonino, guanti di pelle, l’arma della buona volontà”. Massima collaborazione con le Forze dell’ordine. Capacità di esportare ovunque il modello originale. “Non avremmo nessuna difficoltà a fare una scuola anche a Varese, se ce lo chiedessero”.  Pericoli di slittamento verso ideologie neofasciste? Possibilità di essere confusi con rondisti dalla camicia bruna? “Assolutamente no. Siamo dei tecnici. E siamo in attesa dei regolamenti attuativi della legge che è appena passata”.

15 luglio 2009
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