Politica

Nessuno a Varese vuole difendere il difensore civico

Sergio Terzaghi

Sergio Terzaghi

Nulla da fare: il difensore civico del Comune di Varese non c’è ancora. Ancora una volta la votazione in Consiglio non è approdata alla magica soglia-21, i voti che consentirebbero di eleggerlo. E, dunque, tutto è stato rimandato. Non gode di grande consenso, questa figura così apprezzata nelle democrazie del Nord. A Varese è tutto diverso, maggioranza e opposizione risultano molto tiepidi, se non addirittura gelidi su questa figura. La maggioranza in aula è risultata divisa anche su questo capitolo: al momento del voto, l’avvocato Sergio Terzaghi, ex consigliere comunale varesino della Lega, con forti interessi culturali, già presidente del Centro studi “L’Insorgente”, ha ricevuto 15 voti (su di lui i consensi convergenti, come ormai accade spesso, di Carroccio e Udc), mentre i voti del Pdl si sono dispersi tra altri candidati (quelli di area hanno ricevuto, ognuno, un voto), schede bianche e schede nulle. Se l’opposizione avesse scelto di appoggiare Terzaghi, ancora una volta il Pdl sarebbe stato messo nell’angolo e si sarebbe vista un’altra saldatura tra Lega e Pd, un rischio che in questo risulta sempre possibile. Un calcolo non fatto, un’iniziativa non presa, e il Pd ha votato il candidato di bandiera, l’avvocato Alessandro Tedeschi, che ha ricevuto 12 voti. Un voto dato quasi controvoglia. E’ noto che il Pd ritenga il difensore civico una figura costosa (ogni anno pesa sulle casse comunali per 34 mila euro) e poco produttiva (in un anno il difensore civico ha trattato 94 casi, di cui 46 risolti). Una figura di cui il Comune potrebbe fare tranquillamente a meno e che, dunque, potrebbe essere soppressa.

10 luglio 2009
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