Economia

C’è chi dice no al super-Albergo delle Ville Ponti

home1_01L’Albergo delle Ville Ponti non piace proprio al presidente di Legambiente di Varese, Alberto Minazzi. Non c’è ragionamento economico che tenga, non c’è nessun appello all’albergo come volano di sviluppo turistico che lo persuada. Il nuovo megahotel sul bellissimo Colle di Biumo non c’è e non s’ha da fare. Accordo di programma o no, realizzare la struttura ricettiva in questione sarebbe un grave errore. “Gli alberghi ci sono, ce ne sono anche troppi e tutti piuttosto vicini a Biumo – spiega Minazzi -: penso all’Atahotel di via Albani e all’Hotel Capolago di via Per Bodio, due strutture che, originate da procedure dubbie, rivendicano anche loro una vocazione al turismo congressuale”. Dunque, blocco di nuove costruzioni, ma ricerca di un modo per integrare tra loro le strutture già esistenti. Tanto più in un momento in cui, ricorda Minazzi, diventa assai grave il problema del consumo di grandi metrature di suolo per fini edificatori. Cosa significa seguire un criterio alternativo di integrazione delle strutture esistenti? “Si potrebbe pensare a collegare, magari con una teleferica, l’area dove sorge Atahotel e Ippodromo con le Ville Ponti e il Colle di Biumo”. L’attenzione del presidente varesino di Legambiente si sposta poi sul Colle di Biumo, “che per il suo delicato equilibrio rappresenta un sito assolutamente inadatto a costruire una grande struttura alberghiera”. Per Minazzi c’è stata una grande occasione perduta: la cessione a privati della Villa Fitzmayer, in via Parravicini, prima sede dell’amministrazione provinciale, venduta da Villa Recalcati per 3,7 milioni di euro. “Sarebbe stata una perfetta sede alberghiera a servizio del Colle di Biumo e del centro cittadino”.

10 luglio 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi