Economia

Da grande farò il florovivaista. Ecco i nuovi corsi di formazione

Raffaella Giacon

Raffaella Giacon

I più gettonati sono i corsi per elettricisti e orefici, perché si sa che il lavoro si trova subito. Minor successo, invece, lo registrano i corsi rivolti a meccanici e falegnami. Consensi crescenti anche per le “new entry”: installatori di impianti fotovoltaici (a Gallarate) e per addetti alle vendite, cioè commesse (a Tradate). Non escono dalla classifica gli evergreen: i corsi per parrucchieri (è il “must” per le ragazze) e per panettieri (ottimo per i ragazzi). E, naturalmente, i corsi di informatica. Da classifica anche un corso che sta sorprendendo gli stessi organizzatori per il successo che gli è stato decretato da ragazzi e famiglie: quello per florovivaisti. Cambia il mondo del lavoro, cambia la formazione. Sono circa 1200 gli iscritti ai corsi dell’Agenzia formativa della Provincia di Varese, dove un 15% degli iscritti è fatto di stranieri, ragazzi adolescenti perfettamente integrati e soddisfatti di frequentare i centri formativi. L’Agenzia provinciale gestisce infatti cinque centri sul territorio (Gallarate, Tradate, Luino, Varese e il Cfpil) e ogni giorno deve combattere una guerra durissima, spietata con le agguerrite realtà private, sempre di più e sempre più agguerrite, muovendosi nel comune mare delle doti formative della Regione, cioè le quote (al massimo di cinquemila euro) che ognuno si amministra come meglio crede per pagarsi formazione e riqualificazione. E contendendo ai privati le aziende in cui mandare i ragazzi ad imparare dal vivo un mestiere. Eppure, i corsi della Provincia vanno per la maggiore se è vero, come racconta il presidente dell’Agenzia, Raffaella Giacon, per le preiscrizioni c’erano camper in attesa fino dalla notte precedente. E, altro dato significativo, i corsi dell’Agenzia, al momento, sono “sold out”, anche se non c’è da perdere le speranze di entrare: si stanno liberando i posti di quelli che, al momento della prescrizioni, non sapevano che sarebbero stati bocciati. Altro dato eclatante: sono state 800 le iscrizioni ai corsi per apprendisti, e almeno altri 500 sarebbero in lista d’attesa. Niente male per figure, gli apprendisti, che per anni sono finite nel baule di un mondo che ricordava quello di “Cuore” di De Amicis. Ma la formazione è anche uno specchio fedele dello stato di salute dell’economia locale. “Per quanto riguarda le doti di lavoro e quelle di formazione per il reimpiego, nell’ultimo anno sono aumentate in maniera drastica – spiega la Giacon -. Un segno inequivocabile della crisi che ha colpito anche la nostra provincia”. 300 le richieste ottenute su questo fronte, ma c’è da scommettere che è una cifra in progress. Infine, una vera eccellenza: il centro Cfpil, quello che propone corsi rivolti a ragazzi con disagi psichici (oltre 200 gli iscritti al primo anno). Una formazione mirata, con un sostegno ad personam, un’ottima possibilità di collocare nel mondo del lavoro. Con comune  soddisfazione di ragazzi e datori di lavoro. Un modello formativo che è stato esportato (ed apprezzato) anche a Roma, in una seduta alla commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

8 luglio 2009
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