Varese

Famiglie in allarme per le colf. Acli di Varese: legge razzista

home1_01Non ci stanno, le Acli di Varese, a fare passare tutto sotto silenzio in cambio di una soluzione-tampone sulle badanti che stanno nelle nostre case. In una nota diffusa dalle Acli varesine, il pacchetto-sicurezza (diventato legge) “porta a compimento il progetto xenofobo del governo e in particolare della Lega”. Anzi, di più: secondo l’associazione cattolica di via Speri della Chiesa, che ripete le parole delle gerarchie, si tratta di “un preciso disegno politico che, oltre a provocare sofferenze, fa rinascere vecchie e pericolose teorie razziste”. Continua il documento, riferendosi alla nuova legge sulla sicurezza e alle sue ricadute a livello locale: se il governo ha varato una legge xenofoba e razzista, ci sono anche “illuminati” politici locali, sindaci della nostra provincia, che invitano i concittadini a non vendere o affittare agli stranieri. Dunque? “Misure come queste forse dovrebbero ricordare quelle analoghe ai danni degli ebrei qualche decennio fa e che oggi ricordiamo nei giorni della memoria”. Un giudizio netto, senza chiaroscuri, quello delle Acli di Varese. Che, tuttavia, non ignorano che esiste anche il problema delle badanti, “il problema più eclatante – come spiega il vicepresidente Ruffino Selmi – perchè tocca migliaia di famiglie”. Alle Acli, da quando è stata varata la legge, sono arrivate decine e decine di telefonate di famiglie, preoccupate e allarmate. Molte di loro non sanno come comportarsi verso persone straniere ormai entrate a fare parte, a tutti gli effetti, del loro nucleo famigliare. “E’ una questione delicata – prosegue Selmi – perché da un lato consideriamo queste persone alla stregua di criminali, e dall’altro affidiamo loro le chiavi di casa, mettendo nelle loro mani i nostri cari più deboli”. Nessuna contrarietà a trovare una soluzione per le colf, senza però dimenticare che la legge resta e la legge criminalizza gli stranieri. “Per le badanti troviamo una soluzione perché funzionali alle esigenze delle famiglie – continua il vicepresidente –, ma non ci poniamo il problema che abbiamo a che fare con persone, con i loro bisogni, la loro cultura”. Quanto alla Chiesa? “Le reazioni sono state molto contraddittorie – conclude Selmi -. I credenti che stanno in questo governo e hanno fatto passare la legge, penso ai ciellini, ritengo che abbiano provato qualche mal di pancia. Almeno, me lo auguro”.

6 luglio 2009
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2 commenti a “Famiglie in allarme per le colf. Acli di Varese: legge razzista

  1. Alessandro Limido il 6 luglio 2009, ore 22:38

    Il problema delle colf e delle badanti già sul territorio italiano è un tema che il Governo ha messo in agenda. Serve legalità unita a solidarietà (da qui le molte richieste di una sanatoria), perchè serve realismo, lo stesso realismo che porta paesi come la Spagna, il Regno Unito o la Germania ad avere leggi più restrittive in tema di immigrazione clandestina rispetto a quella italiana. Per cui credo che la retorica delle “leggi razziali” lasci il tempo che trova. Nessuna legge è perfetta, quindi vediamo l’attuazione di questa legge e poi, se fosse il caso, miglioriamola dove si riscontrassero problemi e difficoltà. Per sapere cosa ne pensano “i credenti che stanno in questo governo”, consiglio di leggere qui: http://www.mauriziolupi.it/lupi/node/1515
    Cari saluti, Alessandro Limido

  2. Fabio il 7 luglio 2009, ore 15:21

    Gentile signor Alessandro, il governo avrà anche messo in agenda il problema, ma, se mi permette, a certe cose si dovrebbe pensare prima di varare una legge che cade sulla pelle di migliaia di persone, non dopo. Un’agenzia battuta qualche ora fa riporta inoltre che i ministri Maroni e Sacconi sostengono che il reato di clandestinità previsto nel pacchetto sicurezza approvato il 2 luglio “non si può applicare a chi è già entrato in Italia anche se irregolarmente” e che “la legge non è retroattiva”. Ma, mi chiedo io, come si fa a stabilire quando un clandestino (cioè un “invisibile” per definizione) è entrato in Italia? Glielo si chiede? E qualcuno magari dirà “sì, sono entrato dopo il 2 luglio, sbattetemi fuori con regolare processo”?. Anche da queste piccole cose si deduce che la legge in questione è piuttosto stupida. D’altronde, visto chi l’ha stesa e approvata…
    Cari saluti, Fabio Simonelli

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