Volontariato

Caritas: non alziamo muri. Il giudizio sul ddl Sicurezza

immigrati_01Nuove e più severe norme per l’immigrazione clandestina, ma anche un sasso lanciato nello stagno per quelle famiglie che hanno dato lavoro in nero a una bandante, un fenomeno da non sottovalutare anche nel Varesotto. Il ddl sicurezza varato dal Senato ha introdotto il reato di immigrazione clandestina (ammenda da 5 a 10 mila euro ed espulsione diretta), ha sancito la trasformazione dei Cpt in Centri di identificazione ed espulsione (innalzando da 2 a 6 mesi il tempo massimo di presenza) e ha dato il via libera definitiva alle ronde dei “volontari per la sicurezza” che potranno pattugliare le strade disarmati e senza divise. Un occhio attento sul mondo dell’immigrazione varesina è quello della Caritas che porta avanti progetti e iniziative di dialogo e di integrazione. “Sicuramente vi è preoccupazione – dice dalla Caritas Mario Salis – di fronte a un provvedimento che incide negativamente sul clima generale”. La realtà del Varesotto, come fotografata dall’Ultimo rapporto Ismu, vede la presenza di 65mila immigrati sempre più stabili sul nostro territorio. “La realtà che noi viviamo come Caritas – dice ancora Salis – è spesso quella dei bambini e ragazzi figli di immigrati che frequentano i nostri dopo scuola e che senza problemi interagiscono e intessono rapporto di amicizia”. Ma il pericolo è che le nuove norme, facendo leva su sentimenti di insicurezza, rendano il clima più difficile creando un equazione tra clandestino e delinquente. “Si rischia che il fatto di essere un immigrato – dice ancora Salis – sia considerata una aggravante e questo non agevola i percorsi di integrazione”. Il fallimento dell’integrazione porta poi con se’ conseguenze precise in fatto di emarginazione e di maggiori rischi di finire nelle zone grigie della società. “La cosa più necessaria – conclude Salis – è invece quella di proporre percorsi che gettino ponti anziché costruire muri. Il tutto naturalmente tenendo presente che per tutti devono esistere diritti come anche doveri”.

3 luglio 2009 - Paola Provenzano - p.provenzano@varesereport.it
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