Chiesa

Don Ernesto Mandelli: questa legge? Un colpo durissimo all’integrazione

donernesto_internoCosa gravissima e preoccupante, il pacchetto sicurezza diventato legge con gli ultimi sì del Senato. Una cosa gravissima e preoccupante, il reato di clandestinità introdotto nel Codice. Dietro ci sta qualcosa di inaccettabile, secondo don Ernesto Mandelli, responsabile della Pastorale Migranti di Lissago. “Il fatto di avere voluto risolvere il problema degli immigrati nel pacchetto-sicurezza, significa considerarlo come un fenomeno pericoloso da fermare con la polizia”. E invece? “Invece non si coglie la ricchezza che può venire dall’incontro con culture diverse. In Francia e in Germania, si sono confrontati con uno o due popoli. Qui possiamo confrontarci con tante culture diverse. Una grande ricchezza”. Per don Ernesto è anche illusorio pensare di stoppare un fenomeno di immigrazione epocale con ammende e carcere. “L’immigrazione irregolare non si può fermarla, continuerà, perché si tratta di gente che scappa dalla miseria, dalla guerra, dalla violenza”. E poi chi fa l’equazione straniero uguale delinquente ha la memoria corta. “Noi italiani, quando siamo emigrati, non avevamo in mano il permesso di soggiorno, ma solo qualche straccio e una valigia di cartone”. Dietro tutto questo c’è chi cavalca le paure della gente, chi informa puntando i riflettori, sempre e soltanto, su chi delinque. “Posso dire quello che più mi dispiace? – domanda don Mandelli -. E’ che nella maggioranza ci siano gruppi cristiani organizzati che sostengono queste politiche inaccettabili”.

3 luglio 2009
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2 commenti a “Don Ernesto Mandelli: questa legge? Un colpo durissimo all’integrazione

  1. Sergio Moia il 4 luglio 2009, ore 12:32

    Sottoscrivo completamente i giudizi di don Ernesto. Voglio però aggiungere una considerazione politica, che va oltre le valutazioni morali ed etiche presenti nell’articolo. Con l’attuale legislazione italiana, conosciuta come Bossi-Fini, la clandestinità non è un fatto anomalo, di devianza da una regola. E’ uno passaggio il più delle volte necessario per ottenere il permesso di soggiorno ed è al tempo stesso una condizione in cui si può tornare, indipendentemente dalla prorpia volontà, quando si dovesse rimanere disoccupati per più di 6 mesi, anche se assistiti da indennità economiche. La conclusione è quindi che il provvedimento votato sarà impraticabile come intervento generale sulla popolazione “clandestina” (oggi 1 milione c.a. in Italia, attorno ai 15.000 in provincia di Varese). Servirà solo a sparare nel mucchio all’occorrenza, per dare, quando dovesse servire, un segnale di “cattiveria” ad un’opinione pubblica impaurita, per lasciare poi di fatto le cose come stanno. Si apre quindi la strada ad ulteriori dosi di discrezionalità, vessazione e discriminazione, di cui, sinceramente, non ne sentiamo il bisogno.

  2. thierry il 4 luglio 2009, ore 17:44

    Se tutti i cristiani fossi come don Mandelli, l’italia sarebbe ancora il bel paese. Purtroppo questi valori stanno scomparendo per fare posto ad un individualismo che rende l’uomo cieco al punto di non poter riconoscersi nel prossimo. Thierry

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