Gallarate

Gallarate, pacchetto anti-crisi. E la Chiesa reagisce

Monsignor Franco Carnevali

Monsignor Franco Carnevali

Si attivano, in provincia di Varese, misure e soluzioni per fronteggiare la durissima crisi che mette in ginocchio le famiglie e le persone in difficoltà. A proporle sono le istituzioni locali, le comunità cristiane, le realtà del volontariato, un’ampia mobilitazione che la dice lunga sulla gravità del momento. Significative le misure messe sul piatto dal Comune di Gallarate, che ha lanciato un Pacchetto Anticrisi da 250 mila euro. Una cifra che, al di là dell’entità, rimarca la necessità di muoversi, e di farlo al più presto, per parare i colpi di un’emergenza da cui non si intravede ancora la via d’uscita. E così, sul capitolo anziani in difficoltà, Gallarate investe 50 mila euro. Stessa cifra a disposizione delle tante famiglie che non arrivano a fine mese. Altri 150 mila euro, invece, saranno spesi per fronteggiare l’emergenza-casa. Un’iniziativa che a Gallarate suscita dibattiti e reazioni. Come quella del decano, monsignor Franco Carnevali. “Una misura certamente positiva, questa dell’ente locale, che distribuisce risorse pubbliche, e dunque di tutti, sotto forma di solidarietà. Semmai si potrebbe dire che sono anche meno di quelle indispensabili”. Un Pacchetto Anticrisi che cade in una fase che, come dice monsignor Carnevali, vede tanti in forte difficoltà. “Colpisce soprattutto coloro che vivevano già al limite, e che la crisi fa precipitare: i lavoratori a termine, quelli che faticano a trovare lavoro, le persone che vivono in condizioni di disagio”. Come sempre, e tanto più ora, le comunità cristiane fanno la loro parte. A Gallarate, le parrocchie offrono viveri e vestiario, c’è il “Ristoro del buon samaritano” presso i locali della parrocchia Santa Maria Assunta (che offre il pranzo ad una cinquantina di persone). C’è anche il Fondo famiglia-lavoro del cardinale Tettamanzi. “Le domande che ci arrivano sono tante – racconta preoccupato il decano -, finora sono state una sessantina, che noi provvediamo a comunicare a Milano. Ma in qualche caso la richiesta è legata a situazioni che si trascinano da tempo e che vanno affrontate con altri strumenti”. Il vero rischio, comunque, è che le parrocchie finiscano per sostituirsi ai poteri pubblici. “Un rischio che si è sempre corso – spiega Carnevali -. Ma non dobbiamo dimenticare che, spesso, dare un aiuto concreto può significare, al di là delle risorse economiche, il prendersi a cuore situazioni difficili. Un aiuto che le comunità cristiane sentono come un’esigenza irrinunciabile”.

2 luglio 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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