Milano

Altolà della Cdc: no alla politica di fazione

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Bruno Ermolli

Ha parlato forte e chiaro, la Camera di commercio di Milano a proposito di Expo. E lo ha fatto attraverso il presidente di Promos, una delle aziende speciali camerali, Bruno Ermolli. Il suo è stato un vero e proprio altolà nei confronti delle interferenze della politica nell’Expo. Un conto è “la politica istituzionale che ha il diritto-dovere di indirizzare e controllare l’evento”, mentre altro discorso è quello che riguarda la società di gestione, che ha “il diritto-dovere di operare managerialmente e non facendo politica di fazione”. In parole chiare, dal mondo economico arriva l’invito perentorio ai partiti di “indirizzare”, non di “gestire” l’Esposizione universale. Rientra così nelle discussioni sulla manifestazione del 2015 un principio di cui si avvertiva la mancanza: la competenza. Un riferimento fondamentale dato che, come ha continuato Ermolli, Expo non è solo una fiera, ma “la possibilità per 7-8 anni di portare l’Italia all’apogeo, metterla nella vetrina internazionale per le sue eccellenze”. Non si fa l’Expo ogni anno, ha detto Ermolli, ma da noi arriva dopo 103 anni e, dunque, bisogna lavorare al meglio fino ad allora. “Abbiamo il 70% dei beni culturali, un paese turistico e accogliente, eccellenze in campo gastronomico e della sanità: dobbiamo mettere insieme in mostra tutte queste eccellenze”. Una sferzata di ragionevolezza che deve far riflettere. Tanto più che arriva da un uomo che è consigliere di Berlusconi e ricopre ruoli di vertice in diverse istituzioni “eccellenti” del Paese.

2 luglio 2009
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