Varese

Le strazianti melodie tanguere fanno da ponte tra confini. E festeggiano i 20 anni di Teatro Blu

Silvia Priori

Silvia Priori

In occasione della festa per i 20 anni del Teatro Blu, “Tango di periferia”, spettacolo di teatro tango, sarà presentato in anteprima al Teatro Litta a Milano, nell’ambito di Next-Laboratorio delle idee per Oltre il Palcoscenico, promosso dalla Regione Lombardia, ma avrà due debutti: il debutto nazionale sarà a Varese, il 6 agosto, alle 21, presso i Giardini Estensi, mentre il giorno dopo, il 7 agosto, sarà riproposto a Lugano, in piazza Manzoni, alle ore 22. Due spettacoli per creare un ponte naturale tra due capoluoghi di confine: Varese e Lugano. Lo spettacolo avrà come attori Silvia Priori e Roberto Carlos Gerbolès, come ballerini Angela Quacquarella e Mauro Rossi. Cantante sarà Francesca Galante, mentre musicisti Tamàs Major (violino), Ciro Radice (bandoneòn, fisarmonica e pianoforte), Virgilio Monti ( contrabbasso). Testo e regia di Silvia Priori e Roberto Carlos Gerbolès. Sul palco sarà proposta la storia del tango, tra i suoi albori e i suoi sviluppi, alternando momenti di narrazione, di canto, di danza e musica dal vivo. Qui poesia, dramma e sensualità si fondono armoniosamente tra le pagine che narrano la storia legata al tema dell’immigrazione in Argentina. Il tango è l’ espressione di un sentimento nostalgico di una terra lontana, di un amore mancato, di un passato che non tornerà più. Che cosa è il tango? E’ la sorpresa! E’ lo stesso ballerino che si sorprende, è la creazione, l’improvvisazione, l’inaspettato, il sensuale e le emozioni che partono dai corpi. Purtroppo non si sa molto di come sia nato il tango. Sembra apparire all’improvviso. Immaginate, verso la fine dell’Ottocento, sbarcare nei porti sudamericani del Rio de la Plata.folle di immigrati di varia nazionalità. Famiglie numerose fuggivano dalla fame e dalla guerra con la speranza di trovare una nuova vita nella “Terra d’Argento”, l’Argentina. Ma presto furono disillusi. Famiglie di Italiani, Francesi, Ungheresi, Ebrei e Slavi, a cui presto si unirono schiavi liberati e Argentini della seconda e terza generazione, provenienti dalle pampas, convivevano in squallidi appartamenti in quartieri costruiti dal nulla, creando una miscela unica di tradizioni etniche e culture che è diventata un elemento magico di un percorso creativo. I nuovi Argentini vivevano una realtà fatta di disillusione e disperazione, da cui ben presto emerse una speranza comune: il desiderio di fuga dall’oppressione. E fu la musica a regalare agli immigrati la possibilità di esprimere la nostalgia del passato, di provare attimi di piacere e di sognare un futuro migliore. Poi la canzone divenne la consolazione. Cantavano la tristezza delle persone, ma anche la loro felicità e le loro gioie. Cantavano la nostalgia e la distanza, ma anche le speranze e le aspirazioni. Cantavano la solitudine, ma anche la lealtà e la fratellanza nell’avversità. E la canzone richiede come suo completamento espressivo la danza ed è così che nel vicoli di Buenos Aires, è nato il tango.

30 giugno 2009
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