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Gli Azzurri di canottaggio promuovono Varese. E il suo Lago

home2_interno_bisUn abbraccio forte tra la città di Varese e la Nazionale italiana di canottaggio. Gli atleti si sono allenati per tre settimane, hanno remato per più di 600 chilometri in quel Lago di Varese che, se resta sotto il tiro incrociato degli ambientalisti per l’inquinamento, risulta invece assai apprezzato da questi giovani sportivi. Le compagini azzurre maschile e femminile si sono ricaricate all’ombra del Sacro Monte, di ritorno dai buoni risultati strappati ai Giochi del Mediterraneo, in vista della partenza per l’imminente Coppa del Mondo di Lucerna. “Il nostro è un territorio che ama il canottaggio”, ricorda il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli. “E ci riempie d’orgoglio pensare che la nostra Nazionale si allena sulle rive della Schiranna”. “Ci stiamo impegnando con forza – gli fa eco il sindaco di Varese, Attilio Fontana – per rifare vivere la grande tradizione di Varese in questo sport”. Una scelta, quella del Lago di Varese, spiegata dagli atleti azzurri. Parla il capitano Raffaello Leonardo: “E’ un bacino meraviglioso, abbastanza lungo (6-7 chilometri) e con poco vento”. Il varesino Pierpaolo Frattini si sofferma sull’efficienza logistica degli allenamenti azzurri. “Un’organizzazione logistica perfetta, siamo stati trattati benissimo, mi verrebbe da dire con il consueto calore varesino”. Insomma una piccola luna di miele si è avviata tra la Nazionale di canottaggio e la nostra città. Se porterà altre medaglie, certamente diventerà un matrimonio.

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30 giugno 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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