Milano

Commissari e leggi speciali ci salveranno?

expo_01Colpi di scena e improvvise accelerate abbondano nella vicenda Expo. Ci si era accorti da tempo che qualche ingranaggio, nella macchina dell’Esposizione internazionale, si era inceppato, qualche valvola si era fusa. Con l’esito che tutto avanzava passo passo, con mille stop, mille conflitti, mille inversioni di marcia, soprattutto sul fronte strategico delle infrastrutture. Ora se ne ha la certezza. Il primo a rompere il ghiaccio è stato un uomo del Carroccio, un partito che non ha mai nascosto il fatto di guardare all’Expo con diffidenza, per non dire contrarietà. E’ stato il leghista Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, a minacciare che, se servisse, è pronto a mettere in campo commissari per accelerare la realizzazione delle opere infrastrutturali. Al viceministro ha fatto eco l’amministratore delegato di Expo, Lucio Stanca, che sta pensando a leggi speciali per tagliare i tempi. Insomma, dalla regola all’eccezione, dalla gestione ordinaria a quella straordinaria, e tutto per fare muovere quel gigante dai piedi d’argilla che risponde al nome di Expo, immobilizzato da veti incrociati e zavorre clientelari. Serviranno commissariamenti e leggi speciali per vedere qualcosa di concreto? Per ora, sul fronte della concretezza e dei contenuti, opere e infrastrutture, tutto tace. E tace da ormai troppo tempo.

26 giugno 2009
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