Economia

Scholz (Cdo): l’economia rimetta la persona al centro

home1_01_bisDi fronte alla crisi è cautamente ottimista e convito che occorra “mettere le mani in pasta” e guardare oltre con fiducia: così parla Bernhard Scholtz, da poco più di un anno presidente nazionale della Cdo, realtà vicina a Comunione e liberazione, che conta 34mila imprese associate su tutto il territorio italiano e 41 sedi territoriali delle quali 11 nella sola Lombardia.

Quali possono essere le opportunità offerte dalla crisi?

Una prima opportunità è quella di riscoprire il valore del lavoro e ripensare la centralità della persona con la sua capacità di intraprendere perché nel recente passato vi è stata una sottovalutazione della persona. Si è pensato che si potessero fare soldi con i soldi e in realtà le cose non stanno così perché alla base di tutto vi sono appunto le persone e molto passa dalla loro valorizzazione. E poi abbiamo riscoperto il valore di fare imprese, che non è quello di fare profitti a tutti i costi , ma di creare uno scambio di reciprocità rispetto alla comunità in cui l’impresa stessa vive. In altre parole: o da questa crisi si impara, oppure è davvero un dramma.

Quale può essere in questo contesto il ruolo della Compagnia delle opere?

Il nostro ruolo è quello di creare un ambiente che sappia valorizzare l’impresa in un contesto più ampio. Se l’impresa non è in un tessuto tende ad isolarsi e, in un momento di crisi, questo finisce per essere molto negativo dal momento che nell’individualismo ci si perde. Cerchiamo di fornire i servizi più utili e di rappresentare gli interessi. Ma soprattutto per noi è fondamentale insistere sulla necessità di una maggiore coesione sociale.

Quali sono le priorità da indicare per l’agenda della politica?

Noi chiediamo alcune cose, come per esempio la semplificazione amministrativa: non è pensabile che l’1% del pil prodotto dalle piccole imprese sia assorbito dal disbrigo delle pratiche burocratiche. E poi chiediamo tempi più veloci per la giustizia civile e un abbassamento della pressione fiscale. Restiamo in attesa della emanazione del provvedimento del governo in merito alle misure contro la crisi tra le quali la defiscalizzazione degli utili ci pare davvero un tassello urgentissimo. Ma in verità quello di cui ci sarebbe bisogno sarebbe un pacchetto ancora più articolato, una sorta di “Tremonti tris”.

25 giugno 2009 - Paola Provenzano - p.provenzano@varesereport.it
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