Economia

Assemblea Cdo, cosa ci insegna la crisi. In sala don Mazzi

home2_01_bisLa Compagnia delle opere varesina si è riunita in assemblea nella stupenda cornice di Villa Cagnola a Gazzada, per guardare all’insegnamento che arriva dalla crisi: un insegnamento fatto della riscoperta della centralità della persona, della dignità del lavoro e del fare impresa al di là del miraggio del mero profitto. Continua insomma la stagione di assemblee e congressi che stanno coinvolgendo di volta in volta associazioni di categoria e gruppi di interesse che rappresentano il mondo produttivo locale, mobilitando di volta in volta centinaia di imprenditori. Erano circa duecento i presenti in sala per ascoltare dibattito tra Guido Merzoni, ordinario di Economia politica all’Università Cattolica di Milano (in sostituzione del preside di Scienze Politiche in Cattolica, Alberto Quadrio Curzio) e Bernhard Scholtz, da poco più di un anno presidente nazionale della Cdo, realtà vicina a Comunione e liberazione, che conta 34mila imprese associate su tutto il territorio italiano. A fare da padrone di casa è stato Sergio Segato, presidente della Cdo varesina, nata ufficialmente del 1998 e forte dell’adesione di oltre 700 imprese. “Abbiamo scelto di parlare dell’insegnamento che arriva dalla crisi – ha detto introducendo i lavori Segato – volendo essere provocatori e partendo dalla considerazione che occorre senza dubbio imparare dalle esperienze che si fanno”. A snocciolare uno per uno gli insegnamenti dal punto di vista “accademico” ci ha pensato Merzoni che ha messo subito in guardia dal pericolo di volere considerare l’economia come una scienza capace di fare previsioni. “La crisi – ha detto – ci insegna che nell’economia reale ci sono molti fattori che vanno presi in considerazione e che gli indicatori economici non bastano”. Ecco allora la centralità della persona e la necessità di riprendere in mano le considerazioni a proposito della capacità del mercato di trovare una sua strada. “La crisi – ha aggiunto – insegna che incentivi e aiuti possono rendersi necessari”. Libero mercato, insomma, non può coincidere con una sorta di isolamento e di mancanza di raccordo per il sistema. “Il mercato è fatto di relazioni, fiducia e di una dimensione comunitaria della quale non si può fare a meno”. Presente in sala anche don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, che ha dichiarato di stare studiando una forma di collaborazione con la Cdo, in vista del prossimo Meeting di Rimini.


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25 giugno 2009 p.provenzano@varesereport.it
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