Economia

Congresso Artigiani: dopo le parole, è il momento dei fatti

home1_01bisTutto esaurito alle ville Ponti per il congresso dell’Associazione artigiani della provincia di Varese-Confartigianato. In una domenica di giugno climaticamente incerta il clima della sala è stato assolutamente chiaro: l’applauso è scattato alla parole magiche come “soldi veri per imprese vere”, ma anche “moratoria per gli studi di settore”, e ancora “meno tasse e più risorse al territorio”. Come da copione, al centro del dibattito è stato messo il credito: scelta determinata no solo dalla crisi economica in atto, che vede nella tempesta proprio il nodo dei finanziamenti, ma anche per la ricorrenza dei 50 anni del Consorzio fidi targato Confartigianato Varese. A discuterne, moderati dal giornalista del Corriere della Sera, Dario Di Vico, c’erano Giorgio Merletti (riconfermato alla guida del sodalizio varesino per il prossimo quadriennio), Rossella Locatelli, docente dell’Università dell’Insubria e direttore del CreaRes, Lorenzo Mezzalira, presidente di Artigianfidi Varese , Raffaele Cattaneo (assessore Infrastrutture e Mobilità Regione Lombardia e Alberto Pedroli (responsabile strategie credito gruppo Ubi Banca).“Le nostre imprese non utilizzano il welfare per liberarsi dei loro collaboratori”: così ha esordito il segretario generale dell’Associazione Artigiani di Varese, schiacciando subito l’occhio a un sistema che va al di là dei confini provinciali. “Noi imprenditori del nord ovest vogliamo far crescere le nostre imprese e per questo abbiamo bisogno che le risorse restino sul territorio”. In attesa di quella ripresa che ancora non si deve all’orizzonte e dell’annunciato decretone contro la crisi del Governo, il dibattito scivola poi sul tema del credito e sul ruolo di garanti che i consorzi fidi stanno svolgendo. “I consorzi fidi – ha sottolineato la Locatelli – hanno davanti a sé un ruolo importante che è quello di fare da mediatori rispetto alle esigenze delle imprese”. Esigenze rispetto alle quali anche il sistema del credito fatica a dare risposte. “Oggi – ha detto Pedroli – non abbiamo più una mitragliatrice, ma un singolo colpo: in altre parole dobbiamo fare in modo che gli interventi messi in atto siano il più possibile mirati”. Ma gli interventi, nessuno lo può negare, sono oggi più che mai necessari: “I dati – ha spiegato Mezzalira – parlano chiaro: il nostro consorzio nel 2008 ha erogato garanzie per oltre 193 milioni di euro, con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente e quest’anno abbiamo già raggiunto i 146 milioni di euro”. E nella classifica delle esigenze di credito per le imprese c’è la necessità di aver garantita la liquidità necessaria a far girare le macchine. “Purtroppo – ha ribadito Merletti – corriamo il rischio che almeno 2 mila imprese chiudano sul nostro territorio con una stima di oltre 5mila posti di lavoro che andrebbero persi”. Un rischio che deve essere assolutamente scongiurato. “Non possiamo permette che vengano meno le piccole e medie imprese – ha detto Cattaneo raccogliendo un applauso scontato – per questo dico che occorre una moratoria sugli studi di settore”. Parole come miele per una platea alle prese con la congruità dei conti per il 2008 e che arrivano tra l’altro da un’esponente politico dell’attuale maggioranza. Quella degli artigiani Varesini è stata un’assise pacata nei toni, ma assolutamente determinata nel mandare messaggi in special modo per bocca del segretario generale, Marino Bergamaschi, che ha concluso i lavori con un deciso appello, gettando anche sul tavolo una data precisa. “Il 29 giugno ci sarà in Regione una Giunta nella quale, alla luce di quanto emerso oggi, chiediamo che si trovi il modo di rimodulare Confiducia, strumento di agevolazione del credito che fino ad oggi è rimasto lettera morta”.


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21 giugno 2009 - Paola Provenzano - p.provenzano@varesereport.it
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