Economia

Dalla crisi si impara a fare un’impresa migliore? La CDO di Varese ne discute a Villa Cagnola

Bernhard Scholz

Bernhard Scholz

La crisi continua a mordere nella nostra provincia, e a fare vittime tra le realtà economiche piccole e medie. Si infittiscono, però, anche i tentativi di gettare le idee e le iniziative al di là della crisi, magari facendo tesoro di ciò che questo tsunami che si è abbattuto sulle nostre economie ha portato di inedito e di diverso. E’ proprio questo uno dei temi che affronterà la Compagnia delle Opere di Varese in occasione della sua assemblea annuale, in programma mercoledì 24 giugno, a partire dalle 19.30, presso Villa Cagnola a Gazzada Schianno. Titolo del confronto “Che cosa stiamo imparando dalla crisi?”. Si tratterà di un faccia a faccia, moderato da Sergio Segato, presidente della CDO di Varese, tra il professor Alberto Quadrio Curzio, preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano, e Bernhard Scholz, presidente nazionale della Compagnia delle Opere. Un’assemblea generale, dunque, che si confronterà con la difficile situazione socio-economica, con la fatica e la stanchezza dovute al particolare momento del mercato, e con una stretta creditizia e una burocrazia che non contribuiscono a rasserenare il clima.Come dichiara la Compagnia delle Opere di Varese, “non si può cedere al lamento, ma occorre, come molti nostri imprenditori stanno già facendo, rimboccarsi le maniche e ripartire da alcuni punti fermi: il valore del lavoro e della persona”. Dal confronto ospitato a Villa Cagnola, “desideriamo far emergere quali ragioni, nel mezzo di una crisi che tanti definiscono ‘epocale’, permettono ancora di dire a chi fa impresa che ‘ne vale la pena’”. Attraverso testimonianze di imprenditori, il confronto si interrogherà su che cosa stanno puntando per far fronte alla crisi e se quest’ultima è stata un’occasione per guardare alla loro impresa ed ai loro collaboratori con occhi diversi. “Tutta la vita dell’uomo e quindi anche il lavoro, l’impresa – continua l’associazione di imprese – non è definibile soltanto dal criterio del ‘successo’ e questo, in un momento di difficoltà, risulta essere ancora più evidente. Il lavoro dell’uomo ha valore in sé, a prescindere dall’esito. La crisi può anche essere occasione per scoprire, o riscoprire il significato e lo scopo del lavoro”.

18 giugno 2009
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